UN INEDITO DI CHANDLER SULLA SANITÀ STATUNITENSE

È stato trovato di recente negli archivi della Bodleian Library di Oxford un racconto inedito di Raymond Chandler privo della carismatica figura di Philip Marlowe e di genere non poliziesco.

Datato come stesura tra il 1956 e il 1958, si intitola "It's all right-He only died", una satira incentrata sulla sanità medica statunitense che allora - come del resto ancora adesso, poco offre ai non assicurati come assistenza sanitaria. Il racconto sarebbe stato scritto durante gli ultimi anni di vita del grande scrittore, morto troppo presto dopo avere avuto successo troppo tardi. Il difetto principale di Chandler è stato quello di scrivere poco, e questo anche perché  beveva molto, finendo così per ottenebrare le sue notevoli qualità letterarie. Non per altro il racconto ritrovato parla di un uomo affetto da alcolismo, particolare che lo rende autobiografico. Sarebbe questo il quinto racconto non poliziesco scritto da Chandler, dopo "La porta di bronzo" 1939, "Una coppia di scrittori" 1951, "La polverina del professor Bingo" 1951 e "Estate inglese" - 1957. Il secondo e il quarto rimasero inediti fino alla morte dello scrittore e pubblicati in seguito, il primo e il terzo furono invece pubblicati su rivista. Un altro racconto: questo sì poliziesco, "La matita", datato ottobre 1958, venne pubblicato a puntate e in forma ridotta nell'aprile 1959, un mese dopo la morte dello scrittore avvenuta il 26 marzo. Per quale motivo Chandler non lo avesse inviato personalmente a un editore non si capisce, dato che pur non essendo fra i suoi racconti più belli risulta e risalta pur sempre in quanto a stile e alla figura ben delineata di Marlowe, che appare per la prima volta in un racconto. Forse, Chandler: che si trovava in difficoltà nella stesura della trama del nuovo romanzo provvisoriamente intitolato "The Poodle Springs Story", intendeva magari inserirlo nella nuova disavventura di Marlowe: doppia, visto che sin dall'inizio appariva sposato - lui così refrattario al matrimonio - e per di più con una donna ricca, lui così refrattario anche al mondo insulso dei ricchi. Ora questo nuovo racconto - pubblicato sulla rivista "Strand Magazine" - sarebbe quasi di sicuro da raccogliere e da accogliere con altri inediti chandleriani fra i quali l'articolo sul gangster Lucky Luciano incontrato a Napoli nel 1958, alcuni brevi sketch teatrali, una serie di poesie, le due recensioni ad altrettanti romanzi di Ian Fleming della sere 007, nonché lettere rimaste inedite in Italia. Perché Raymond Chandler era uno di quegli scrittori che nella scrittura trasfondono e fondono uno stile in parte mutuato da illustri predecessori e in parte maturato nel corso dei lustri dalla pratica quotidiana, che per lui durò solo cinque lustri: dalla fine del 1933 alla fine del 1958. Mano a mano che il tempo passa la sua grandezza viene sempre più riconosciuta, riconoscenti gli scrittori di polizieschi a lui seguiti per averli sapientemente influenzati. Anche uno splendido film del 1974: "Chinatown", di Roman Polanski, che vede protagonista nella Los Angeles del 1937 un detective privato impersonato da Jack Nicholson, deve molto allo stile di Chandler. La splendida sceneggiatura di Robert Towne, l'ottima regia e interpretazione, la bella musica e la fascinosa fotografia hanno probabilmente realizzato, a 15 anni dalla morte di Chandler il miglior film poliziesco con protagonista un investigatore privato: il detective Jake J.J. Gittes, che nel comportamento disinvolto e meno sentimentale di Marlowe ricorda quello di John Dalmas, protagonista di una mezza dozzina di racconti di Chandler tra i suoi più belli, quali lo splendido "Bay City Blues". La speranza ora è quella che un editore italiano si decida a pubblicare gli inediti chandleriani insieme possibilmente a una delle biografie su di lui uscite nel corso degli ultimi decenni. E, soprattutto, il volumetto "The notebooks of Raymondi Chandler", pubblicato per la prima volta nel 1976 con l'autorizzazione di Helga Greene, la sua agente inglese di cui lo scrittore americano era invaghito e che avrebbe voluto sposare. Questo libro contiene fra le altre cose anche degli estratti ricavati dai due diari che soli si sono salvati dalla distruzione operata dallo stesso Chandler nell'inceneritore di San Diego pochissimo tempo prima della sua morte. C'erano anche molte lettere d'amore che lo scrittore aveva dedicato alla moglie morta nel 1954, lettere che il romantico seppur burbero Raymond Chandler non teneva a rendere pubbliche per timore di rivelarsi troppo scopertamente tenero.    
Antonio Mecca