Dicembre movimentato per il campo rom di via Negrotto

È stato un dicembre abbastanza travagliato per il campo rom ubicato in via Negrotto, in zona Bovisa, salito per ben due volte agli onori della cronaca lo scorso mese.

Il primo episodio è legato alla serie di assalti eseguiti ai danni delle colonnine di diversi distributori di benzina, abbattutte grazie all’utilizzo di trattori e ruspe e poi caricate su auto con la targa clonata.
In seguito a indagini dei carabinieri, sono stati identificati e arrestati gli otto componenti della banda, il cui centro operativo è risultato essere proprio il campo situato in zona.
Tra i fermati c’è anche R. H., “portavoce” dei rom di via Negrotto che in passato aveva partecipato a titolo personale ad alcuni incontri organizzati dalla Consulta rom e sinti, organismo che in collaborazione con il Comune di Milano si occupa di tematiche legate ai nomadi.Il secondo episodio, avvenuto il 22 dicembre, riguarda invece il ritrovamento di un kalashnikov nascosto appena fuori dalla superficie del campo. Il fucile, avvolto con degli strati di nastro adesivo per preservarlo dall’umidità, era stato collocato in  un copertone e poi sepolto, lasciando però in superficie dei segnali che avrebbero consentito ai malviventi di ritrovarlo. Insieme all’arma, sono stati trovati anche due caricatori, uno vuoto e uno con all’interno cinquanta proiettili. Il ritrovamento di armi nei pressi dell’insediamento di via Negrotto non è una novità, se si pensa che solo nel 2014 ci sono stati altri due ritrovamenti, con la scoperta a gennaio di un kalashnikov e a giugno di una pistola mitragliatrice modello skorpion. Gli agenti del Commissariato di Quarto Oggiaro, a cui si deve la scoperta di questo arsenale, continueranno comunque a sorvegliare la zona e a compiere accertamenti, vista la non improbabile ipotesi che all’interno del perimetro del campo siano nascoste altre armi.                
Fabio Figiaconi