Chiuso il campo rom di via Idro

I residenti ricollocati dal Comune

Martedì 15 marzo è stato evacuato e chiuso per qualche ora il campo rom regolare di via Idro. Era iniziato il giorno prima il trasferimento dei residenti alla presenza degli operatori del Comune oltre che della Polizia locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Croce Rossa e Protezione civile.
Saranno il Consiglio di zona e i cittadini a decidere quale destinazione dare all'area. Adesso sarà pulita da Amsa mentre MM effettuerà i lavori di demolizione dei manufatti e degli impianti idrico ed elettrico.
Al momento dell'intervento erano presenti 94 persone su 106 residenti censiti (sei erano assenti per detenzione) e in 80 hanno accolto l'invito nelle strutture messe a disposizione dal Comune. In 12 sono stati inseriti nel Centro di autonomia abitativa di via Ponti, 19 in quello di via Marotta e 7 nel Centro di via Brambilla. Nei Centri di emergenza sociale sono andate 30 persone e 12 sono state accolte al villaggio di via Martirano. Una decina di persone hanno scelto di trovare una sistemazione autonomamente.
Finisce così una vicenda di degrado ed emarginazione aperta negli anni Ottanta. L'assessore alla Sicurezza e Coesione sociale, Marco Granelli, ha dichiarato: siamo contro le favelas che costituiscono sempre un'esperienza negativa per chi ci vive ma anche per la città e per questo stiamo chiudendo i campi rom regolari, questo è il terzo, aperti 30 anni fa. 
Ma il processo di integrazione dei disagiati nel tessuto urbano ha acceso la polemica: Durante il finto sgombero del campo di via Idro alcuni rom hanno dato fuoco a un'auto e a una baracca per protesta, minacciando di far esplodere alcune bombole del gas e appiccare l'incendio in tutto il campo - ha dichiarato Samuele Piscina, capogruppo della Lega Nord in Zona 2 che così ha proseguito: - Inserirli in alloggi o in strutture significherebbe mettere a repentaglio la vita delle persone civili che alloggeranno nelle stesse strutture o nelle immediate vicinanze. Sindaco e Assessore ritirino immediatamente le proposte fatte ai rom su alloggi e lavoro e la Questura e la Prefettura facciano arrestare prontamente i sovversivi che stanno appiccando un incendio dopo l'altro.
Anche Riccardo De Corato ha commentato il trasloco di via Idro: Non è uno sgombero ma un trasferimento. Nella precedente amministrazione sgomberavamo i nomadi davvero, mentre adesso vengono alloggiati altrove a carico dei cittadini. E non è la prima volta: alcuni nomadi hanno ricevuto dall'amministrazione arancione addirittura moduli prefabbricati con aria condizionata, case popolari attraverso il terzo settore e tutte quelle misure di mitigazione del disagio alle quali molte famiglie italiane non riescono ad accedere.
Davide Lorenzano