Corvetto: il bello del lavorare insieme

Il quartiere Corvetto non gode certo di buona fama e i quotidiani amplificano le problematiche di cui soffre, visto che molti lettori sono avidi di cronaca nera. Esiste però anche un Corvetto virtuoso, che lavora in silenzio per il bene della comunità.

Il laboratorio di quartiere nelle case popolari di via Mompiani 5 è diventato punto di riferimento e di aggregazione per una ventina di realtà di volontariato. L’associazione, che alcuni anni fa aveva vinto il Bando di concorso del Comune per gestire lo spazio, ha concluso il suo mandato ad aprile, ma sarebbe stato un peccato chiudere questo fulcro importante di attività, che ospitava già la Banca del Tempo Milano Sud, da più di  tre anni, la Comunità di S.Egidio e altri gruppi. In attesa di un nuovo bando, la rete di associazioni che utilizzano il laboratorio più altre associazioni presenti sul territorio si sono impegnate a continuare a gestire le attività già esistenti, mantenendo un collegamento con i funzionari del Comune di Milano, ufficio Contratti di quartiere. Il lavoro è lungo e difficile, richiede una buona comunicazione e il desiderio di conoscersi e collaborare. 
Le sette associazioni hanno caratteristiche molto diverse. La Banca del Tempo Milano Sud si occupa di scambi di prestazioni e oggetti tra i soci senza usare denaro, e di iniziative sociali e culturali; la Comunità di sant’Egidio lavora con  ragazzini della scuola media di famiglie disagiate; la Sartoria popolare è un gruppo spontaneo di sarte che insegnano, soprattutto a  donne straniere, a cucire, usare la macchina da cucire, tagliare; i Diversamente occupati tengono riunioni di autoaiuto e si sostengono nelle loro difficoltà di disoccupati; Il quartiere è casa nostra si impegna a mantenere in buono stato il territorio; le Donne in quartiere ragionano sui problemi al femminile; il Servizio custodi sociali è lo sportello di contatto tra Comune e gli inquilini delle case popolari.
Ogni mese queste associazioni partecipano alla riunione, gestita a turno, e, insieme alle altre realtà che compongono la rete, comunicano lo sviluppo dei loro progetti con le esperienze e problematiche che comportano. In questo modo tutti  portano un contributo ad approfondire la realtà del territorio e spesso anche di altre situazioni in città. La rete  comprende realtà eterogenee: associazioni formate da cooperative che hanno vinto progetti impegnativi in zona (Nocetum, Sunugal, consorzio Sir, La Strada), altre registrate e fornite di statuto e regolamento (Casa per la pace, Equi.Libri, nata in seguito alla chiusura della libreria Feltrinelli) oppure altre ancora nate dallo spontaneo organizzarsi di cittadini (Open labs, Recup, Comitato Corvetto,Social Street Corvetto-Bonomelli). In questo modo si coordinano anche le iniziative del quartiere, così non ci si sovrappone e la gente può godere delle varie proposte.   
Agli incontri sono presenti di volta in volta realtà istituzionali, che si affiancano, monitorando l’esperienza e fornendo la necessaria assistenza di informazioni e consigli: l’ufficio Contratti di quartiere del Comune, i vigili del comando di via Oglio, la Croce d’Oro, la parrocchia Santa Rita e S.Michele, il Polo Ferrara e la presidente del Consiglio di zona 4 (ora Municipio) che, finché era in carica, è sempre stata presente nelle tappe importanti del percorso. Con tutte le difficoltà che si possono riscontrare, il laboratorio di quartiere di via Mompiani si sta dimostrando un’esperienza positiva e importante, che prende in considerazione e cerca di risolvere i reali bisogni e problemi di una periferia, una sperimentazione che cerca di agganciare tutte le persone e i gruppi che vogliono vivere in modo sano e sereno il loro territorio.
Grazia De Benedetti