Da Chiamamilano

LORENTEGGIO, UN PROTOCOLLO PER IL TRASFERIMENTO DEI RESIDENTI

Gli inquilini degli stabili Aler interessati dalla riqualificazione verranno trasferiti: un piano condiviso tra istituzioni e organizzazioni sindacali
Già elaborato e condiviso con le organizzazioni sindacali, lo schema di Protocollo d'intesa per governare il processo di mobilità degli abitanti in alloggi di edilizia residenziale pubblica (Aler), necessario per l'attuazione del progetto di riqualificazione del quartiere Lorenteggio, è stato approvato dall'Amministrazione comunale.
Per liberare gli edifici che dovranno venire sottoposti a lavori di ristrutturazione, o di demolizione e successiva ricostruzione, la "Task force mobilità famiglie", appositamente costituita e di cui fanno parte esperti indicati dalle singole parti coinvolte (Regione Lombardia, Aler Milano, Comune di Milano e le organizzazioni sindacali Sicet, Unione inquilini, Sunia, Uniat e Conia), ha disposto una conduzione coordinata del processo di mobilità dei residenti, per individuare insieme a loro le modalità di trasferimento e le soluzioni abitative più adatte. A sostegno di questo processo, la Regione Lombardia ha reso disponibili 4,220 milioni.  
Al momento, al piano predisposto sono interessati gli inquilini residenti nei due stabili abitati di via Lorenteggio 181 (una sessantina i nuclei familiari interessati): tutti loro verranno trasferiti in un alloggio idoneo, possibilmente all'interno del quartiere, previo incontro individuale per accertarne situazioni di fatto ed esigenze. L'iter degli incontri, dopo le assemblee pubbliche del novembre scorso, è iniziato in questi giorni, con l'obiettivo di procedere ai trasferimenti veri e propri nel corso dell'estate, tra giugno e settembre. Le eventuali situazioni di morosità dovranno venire sanate attraverso la sottoscrizione di un piano di rientro del debito maturato nei confronti di Aler.
Analogamente, verranno valutate anche le situazioni dei commercianti, cui verrà proposto prioritariamente il trasferimento dell'attività in un altro immobile del quartiere, le cui condizioni economiche dovranno essere chiarite caso per caso. Con la collaborazione dei Servizi sociali del Comune verranno infine sottoposti a vaglio i casi conclamati di occupazioni senza titolo.
Il contatto diretto con ciascun nucleo coinvolto nel piano di mobilità sarà attuato dagli operatori di Aler, con il supporto costante del Laboratorio di quartiere-Servizio di accompagnamento sociale e, in presenza di situazioni critiche dal punto di vista sociale e della sicurezza, con l'affiancamento di personale dei Servizi sociali e della Polizia locale.
Agli inquilini che provvederanno ai traslochi in autonomia e nei tempi prestabiliti verrà riconosciuta una quota forfettaria, in conto canone, calcolata da Aler sulla base del numero di locali che compongono l'alloggio in questione, compresa tra un minimo di 375 e un massimo di 2mila euro. Chi invece non potesse provvedere autonomamente, potrà fare affidamento ad Aler, che incaricherà un'impresa di tutte le operazioni necessarie.
Ai soggetti in mobilità saranno inoltre rimborsate le spese relative ai trasferimenti degli allacciamenti alle utenze (luce e gas), previa presentazione ad Aler della documentazione dimostrativa di avvenuto pagamento delle quote dovute. Il rimborso dovrà avvenire entro 60 giorni, fatti salvi i casi di documentata e particolare fragilità economica comunicata ad Aler.