Il volume ‘Milano 2015 la città ai tempi dell’Expo’ presentato alla CNA di via Savona

400 immagini e tre percorsi alla (ri)scoperta della metropoli meneghina

Compenetrazione di sguardi, prospettive, professionalità, sensibilità distinte compongono quest’opera, tutta al femminile, su Milano. Coautrici sono Martina Degl’Innocenti, storica dell’arte, Elena Brandolini, graphic designer e Marta Carenzi, fotografa ufficiale di Expo 2015.
Edito da Giorgio Mondadori e pensato fin dall’inizio bilingue (Italiano e inglese), per esaltarne la vocazione internazionale, ‘Milano 2015 la città ai tempi dell’Expo’ si articola in 3 itinerari: i luoghi della cultura, i luoghi della contemporaneità e i luoghi della milanesità.
Perché questo libro? Volevo legare la passione per il lavoro con quella per una città che amo - esordisce Elena. - Abbiamo realizzato una sorta di documentario, un guida della città nel 2015. Nel percorso dei ‘luoghi della Cultura’ smentiamo chi identifica Milano solo con ‘il Duomo’, ‘il Castello Sforzesco’ e il Cenacolo Vinciano’. Troverete delle chicche, dei come la chiesa di San Maurizio al monastero maggiore e la Certosa di Garegnano. Siamo riusciti a fotografare questi capolavori in modo suggestivo, con immagini esclusive. C’è poi una grande attenzione verso la Street-art e i murales, un invito alla cultura dell’integrazione e un’apertura a forme artistiche tipicamente giovanili. 
Nei ‘luoghi della contemporaneità’, descriviamo e analizziamo la Milano degli skyscrapers, dei giganti di acciaio e vetro. Partendo dalla centralissima piazza Gae Aulenti, passando per City life fino a giungere al meno noto, ma molto significativo, quartiere Santa Giulia. 
‘I luoghi della milanesità’ raccolgono invece usanze, vezzi, abitudini, scene di vita notturna, luoghi di incontro e riti dei milanesi. Raccontiamo gli stili di vita, le mode e le contaminazioni culinarie, come quella del sushi e degli hamburger. Senza tralasciare un approfondimento sulle classiche ricette della cucina milanese: cassoeula, trippa, panettone…
 Mi sono chiesta se avesse senso scrivere un altro testo su Milano, soprattutto in occasione dell’Expo - dice Martina Degl’ Innocenti. Osservando e studiando le pubblicazioni in uscita, ho notato come non fossero innovative. Alcune avevano addirittura foto del 2013. Volevamo realizzare un tributo alla città, di renderle omaggio e sottolinearne l’internazionalità e la bellezza. Abbiamo sguinzagliato Marta Carenzi per la città, facendole scattare, da Ottobre a Marzo scorsi, oltre 9000 foto, da cui sono tratte le 400 confluite nel libro. C’è molto di più di una Milano imprenditoriale e artigianale. La nostra città offre tanto, anche dal punto di vista museale, specie per i bambini. Penso allo Spazio del fumetto alla rotonda della Besana, oppure ai numerosi laboratori allestiti nei musei per coinvolgere i visitatori più piccoli. Il concetto di eccellenza alla milanese è declinato come contemporaneità e innovazione, attenzione verso le nuove tecnologie, sostenibilità dello sviluppo e integrazione ambientale. Viviamo in una città eccezionale, con moltissimi parchi ed aree verdi. Pur non rinnegando un passato fortemente industriale, i milanesi hanno saputo reinventarsi gli spazi, recuperare i capannoni dismessi delle fabbriche, crearvi luoghi di intrattenimento, aggregazione, cultura. Perfino musei. Eclatante il caso della Fondazione Prada, in zona Ripamonti.
Potrebbe sembrare la solita operazione di marketing, il catalogo prezzolato per dar spazio agli sponsor e cercare di cavalcare l’onda del grande battage mediatico dell’Expo, l’evento clou della Milano del 2015. Non lo è. Le 184 pagine e 400 immagini di sono assai di più che una cartolina illustrata della città, con qualche annotazione culturale e qualche aneddoto degno della settimana enigmistica. ‘Milano 2015 la città ai tempi dell’Expo’ si rivela uno strumento utile sia per milanese di lungo corso, che potrà riscoprirvi e rivedere scorci suggestivi della sua città, che per il turista alla ricerca di una guida duttile e completa che possa arricchire e valorizzare il suo soggiorno nella metropoli meneghina.
Sfatiamo anche un ultimo mito: i milanesi non sono affatto freddi. Basta saperne coglierne lo spirito. Un primo passo per sentirsi milanesi, davvero.   

Nicolò Canziani