LORENTEGGIO. QUARTIERE IN TRASFORMAZIONE

Pas: accompagnare gli abitanti del Lorenteggio in una delle più importanti trasformazioni urbane di Milano, essere per loro il punto di riferimento nel quartiere che cambia.

Sono state appena approvate dalla Giunta le linee di indirizzo per l'affidamento del Servizio di Accompagnamento Sociale (Pas), che dovrà svolgere attività di presidio locale, informazione, comunicazione, interazione con gli abitanti, mediazione dei conflitti connessi alla presenza dei cantieri, intercettazione dei bisogni e delle opportunità, attivazione e sviluppo di comunità. E, più in generale, si occuperà di monitorare lo stato di avanzamento del programma. Un intervento di accompagnamento importante, come conferma anche la cifra (950mila euro) con cui verrà finanziato. La sua sede operativa sarà in quartiere, in uno spazio da definire di proprietà Aler messo a disposizione per tutta la durata del programma, fissata in 36 mesi consecutivi. Il Bando per l’affidamento, in capo alla Direzione Periferie del Comune, è in via di definizione e verrà pubblicato nelle prossime settimane. 
Perché un piano di sviluppo urbano complesso com'è quello che riguarda il quartiere Lorenteggio, per realizzarsi in modo efficace e con successo ha bisogno anche del supporto tecnico-sociale di una unità dedicata, che si occupi principalmente delle relazioni tra i tanti inquilini coinvolti e tra questi e le istituzioni protagoniste, ovvero Municipio, Comune, Aler e Regione Lombardia.
Gli interventi di accompagnamento ai processi di trasformazione nelle periferie urbane sono componenti essenziali e complementari alle opere di riqualificazione fisica (edilizia, viabilistica e del verde pubblico): in una città viva e abitata gli uni non possono esistere senza gli altri. E il Lorenteggio è di certo un quartiere popoloso: nel quadrante compreso tra le vie Giambellino, Inganni, Lorenteggio e Odazio gli alloggi pubblici sono 2.700, per un totale di circa 8mila abitanti (400 solo i nuclei familiari direttamente interessati al piano di mobilità per gli stabili in via di demolizione e ricostruzione). 
“Il Piano di accompagnamento sociale deve riuscire a recuperare il rapporto con gli abitanti e con le organizzazioni locali che lavorano in quartiere - è intervenuto l’assessore alla Casa e ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti - dal momento che nell’ultimo anno questa relazione si è un po’ allentata, ed è invece necessaria. È fondamentale, infatti, costruire una circolarità piena tra le decisioni istituzionali, le possibilità di azione e i vincoli tecnici, le istanze locali e le proposte che il quartiere è in grado di esprimere, se supportate. È così che si deve lavorare nei quartieri più critici e fragili se vogliamo davvero ottenerne la riqualificazione: una distanza eccessiva rischia di mettere in evidenza solo problemi, laddove esistono anche energie e risorse preziose”. Servizi di questo tipo sono già stati sperimentati nei contratti di quartiere a San Siro, Ponte Lambro, Molise-Calvairate, Gratosoglio, Corvetto-Mazzini: di solito sono gestiti da gruppi multidisciplinari in cui le competenze tecniche sono affiancate da attenzione per gli aspetti legati alla partecipazione e al coinvolgimento degli abitanti.
Prende sempre più forma, quindi, l’Accordo di Programma Lorenteggio, nato e costruito negli anni in ragione di una stretta collaborazione tra Aler Milano, Comune di Milano e Regione Lombardia con l’obiettivo di riqualificare lo storico quartiere di case popolari. Il primo dei tre edifici di via Lorenteggio 181 è stato abbattuto nell’ottobre scorso, nei prossimi mesi si procederà con gli altri interventi: l’avvio del piano di demolizioni e ricostruzioni, in capo ad Aler e Regione Lombardia, con il supporto tecnico di Infrastrutture Lombarde, ha alzato il sipario sull’intera operazione che estende il suo raggio d’azione dalle case a tutto il quartiere. Al Comune spettano il miglioramento delle strade (a partire da via Giambellino), dei marciapiedi e del verde pubblico attrezzato, oltre all’efficientamento della scuola dell’infanzia di via Narcisi e alla realizzazione della nuova biblioteca di via Odazio, per la quale a giugno sono stati proclamati i vincitori del bando di progettazione ed esecuzione (un team internazionale guidato dall’architetto cileno Urtzi Grau). 
Nell’edificio di via Giambellino 150 troverà posto il Community hub, un centro di formazione ed orientamento al lavoro, di servizio per la locazione e per lo sviluppo di nuove imprese. L’obiettivo generale è il rafforzamento del sistema dei servizi per il quartiere e la città, che comprende anche il mercato e il centro per le associazioni locali.
Gli interventi  relativi all’Erp sono finanziati con fondi strutturali europei Por/Fesr per un ammontare di 45 milioni di euro. Nel complesso, le risorse investite per la riqualificazione del quartiere, compresi anche i fondi Por Fse e Pon, quelli regionali e quelli comunali, arrivano a circa 95 milioni.