Motociclista attento: il pericolo non è il tuo mestiere

Nei giorni scorsi, in via Ludovico il Moro, un’auto e una moto hanno “cozzato” e il motociclista ferito è finito in ospedale.

Onde evitare che si formasse un ingorgo, i vigili sono intervenuti e hanno creato una deviazione. È l’ennesimo episodio di incidente stradale in cui il motociclista ha la peggio. La storia si ripete Eon c’è protezione che possa evitarlo. 
L’introduzione dell’obbligo di utilizzare il casco ha evitato traumi cranici e morti sul colpo, ma non è sufficiente. Se chi è alla guida di una moto non evita comportamenti indisciplinati ad alto rischio come quello di intrufolarsi tra le automobili, di non rispettare la segnaletica stradale o, ancora peggio, di guidare come se volesse vincere una gara, le probabilità di incidente non diminuiranno mai. Se un automobilista non guida prestando sufficiente attenzione, oppure in stato di ebrezza, vi saranno sempre altissime possibilità che possa incrociare un motociclista, di non vederlo e di investirlo. Una cosa, però, è certa: negli incidenti stradali i morti su veicoli a due ruote, con torto o con ragione, sono la maggior parte.
Le regole che dovrebbero adottare motociclisti e automobilisti sono l’attenzione e la prudenza. Quando si è in mezzo alla strada bisogna avere un occhio in più e non uno in meno. Osservare e tenere la situazione sotto controllo diventa indispensabile. Il maggior numero di incidenti avviene in città. 
Vi sono alcuni automobilisti che durante la guida, come se nulla fosse, mangiano, bevono, parlano con il passeggero alla loro destra guardandolo negli occhi oppure che, ancora peggio, usano il loro cellulare guidando con una sola mano. Vi sono motociclisti che sfrecciano come siluri, sorpassano a destra muovendosi a zig zag.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità gli incidenti stradali sono, nel mondo, la prima causa di morte per i giovani tra i 14 e i 19 anni, la seconda per i ragazzi tra i 20 e i 24 anni e la nona per gli adulti. Le previsioni non sono rosee: se non verranno presi i giusti provvedimenti, nel 2020, gli incidenti stradali saranno per tutte le fasce di età la terza causa di morte e di invalidità. Secondo il rapporto Istat-Aci, presentato nel novembre 2014, in Italia, nel 2013, sono stati registrati quasi 181mila incidenti stradali con lesioni a persone. Gli incidenti hanno determinato 3.385 morti e 257.421 feriti. Specificatamente gli incidenti sulle strade urbane sono stati 136mila, sulle strade extraurbane 35.524 mentre sulle autostrade 9.265. Il maggior numero di morti, 1.643, si è verificato sulle strade extraurbane mentre quello dei feriti, 186.683, sulle strade urbane.
In città l’indice di mortalità raggiunge il valore massimo la domenica tra le 3 e le 6. Fuori città, invece, nei giorni di domenica e di lunedì tra le 22 e le 6.
Rispetto agli anni passati c’è stata una riduzione del numero degli incidenti stradali ma il percorso per aumentare la sicurezza sulle strade è ancora lungo.    
Flavio Fera