1017-2017: i mille anni di Figino

Quello che abitava insieme ad altri in qualche capanna su quel lembo di territorio semicoltivato fra i boschi, che vedeva in lontananza verso est le mura di cinta di Milano, era sicuramente un servo della gleba.

Un’altra cosa certa era che per sopravvivere doveva lavorare il terreno di qualcuno più ricco di lui. Non sapeva leggere, né tantomeno scrivere. Ma gli avevano detto che quel posto si chiamava “Figinum”.
Da quelle parti erano passate le legioni romane che andavano a conquistare le Gallie, facendo tappa a Mediolanum mentre marciavano verso Augusta Praetoria. E, attraverso i secoli, passarono anche commercianti, pellegrini, soldati che arrivavano o partivano per fare grande Milano. Forse, anche qualche “imprenditore turistico” aveva pensato di creare in quei luoghi un punto di sosta a sei miglia dal centro di Milano.
Al servo della gleba non interessava sapere il perché di quel nome. Qualcuno forse l’aveva denominato così perché, già dai tempi antichi, vi si estraeva l’argilla e si fabbricavano mattoni o, forse, perché c’erano tanti alberi di fico. Ma nessuno si era interessato a chi lì viveva, lavorava, moriva.
Fino a che, un giorno, il possidente di quei poderi decise di compiere uno scambio di terreni con la curia milanese. Allora, per la prima volta, il nome ufficiale di “Locus Figinii” venne scritto nero su bianco sulla pergamena che sanciva il passaggio fra i due proprietari. Per il servo della gleba non era cambiato nulla. Era il 1017, esattamente mille anni fa. Un Millennio!
Mille anni da quando qualcuno ha consegnato ufficialmente alla storia il “locus Figinii” (quartiere, borgo, paese: lo si chiami come si vuole, ma sempre Figino è ). Prima era sconosciuto e perduto nella brughiera, poi è sorto alla conoscenza del mondo.  
Un “locus” che ha visto stabilirsi almeno cinquanta generazioni di esseri umani provenienti da tanti altri luoghi vicini e lontani. Esattamente come al giorno d’oggi, che vede Figino, in modo importante con i nuovi arrivi nel nuovissimo insediamento abitativo sperimentale “Borgo sostenibile”.
Dopo oltre 365mila giorni dal suo apparire nelle carte storiche, Figino ha deciso di festeggiare il suo “Millesimo compleanno” presentandosi a tutti i milanesi con una serie di avvenimenti già in essere o creati per l’occasione dalle numerose associazioni che vivificano la sua vita sociale.
Avvenimenti che sono coordinati dal locale Comitato di Quartiere, articolandosi nel periodo Marzo 2017-Aprile 2018. Un anno denso e significativo di avvenimenti, tra celebrazioni e festeggiamenti, ma anche con momenti di esame approfondito e di riflessione sulle condizioni sociali e ambientali in cui si trova Figino – dai più conosciuto per la sede dell’inceneritore dell’Amsa - nel contesto del municipio 7 della Città metropolitana. Il dettaglio degli avvenimenti è riportato sul sito www.figino.net, recentemente creato anche per diffondere le notizie relative alla vita di quello che ai figinesi piace chiamare “Borgo di Figino” che, comunque è sempre parte del Comune di Milano… anche se, intorno agli scranni alti del potere, non sempre se ne ricordano.
Bruno Volpon
Associazione culturale Il Giuscano/Figino - CPM - Vivere Milano