Andrea Bergamasco dell’orologeria Beran Time

Da venticinque anni non perde un colpo

Orologiaio storico di via Cesare Brivio, ne apprezza sicurezza e trasporti. Ma una valanga di multe, a causa delle recenti strisce blu, e la tolleranza zero di vigili e ausiliari, penalizzano gli affari.
Da oltre un quarto di secolo gestisce con maestria e passione l’orologeria Beran Time Milano, al civico 13 di via Cesare Brivio. Stiamo parlando di Andrea Bergamasco, maestro orologiaio, soddisfatto di aver raggiunto quest’importante traguardo, anche se, come avrà modo di spiegarci, il vero problema per la sua attività, oggi, è l’approvvigionamento delle parti di ricambio: 
“[...] le Case svizzere non vogliono più fornirci i pezzi necessari. In questo modo, purtroppo, rischiamo di non poter più garantire un servizio di qualità ai nostri clienti e di guadagnare sempre meno”.
Come è mutata la via e la sua clientela negli ultimi anni?
Ho aperto quest’attività nell’89, anche se i primi orologi li ho riparati nell’80, e tuttora mi occupo di riparazioni di orologeria e pendoleria. Per fortuna la mia clientela è variegata e affezionata. In molti vengono anche da fuori città. Nel mio caso, ha funzionato molto bene il passa parola.
Per un’attività come la sua è cruciale la sicurezza...
Fortunatamente, per ora, non ho mai avuto problemi. Mi sono blindato, ho vetri corazzati ovunque. Lavoro dentro, in un caveau. Comunque nel quartiere c’è un efficiente servizio di vigilanza.
È soddisfatto della qualità della vita in via Brivio? Come stiamo a trasporti?
Sono molto soddisfatto dei mezzi pubblici e della viabilità. Mi muovo benissimo e velocemente.    In poco tempo arrivo dappertutto. Stanno anche lavorando per la pista ciclabile, che ci voleva. Il vero problema è il parcheggio. Non avrebbero dovuto mettere a pagamento la sosta, in questa zona non era proprio necessario. Prendiamo multe in continuazione. Hanno creato un disservizio.
Quali sono le caratteristiche e le doti di chi voglia intraprendere questo affascinante mestiere?
È essenziale avere una grande passione, oltre che manualità. E’ un mestiere molto bello, un’arte. Non bisogna pensare subito al profitto: come sempre. se si è bravi e competenti, i soldi arriveranno.
Come si riconosce un orologio di qualità?
Chi conosce gli orologi e se ne intende si orienta principalmente sulle grandi marche e sullo “Swiss Made”. Ultimamente, però, sono sempre più diffusi orologi di grandi stilisti. 
Hanno tutti la certificazione di qualità, poi li apri e dentro c’è scritto “made in China”. 
Durano massimo due anni, ma già dopo un paio di mesi manifestano i primi problemi.Una volta che si usurano, sono irreparabili. Ma, si sa, è la moda...
Ritiene che Expo potrà essere un’opportunità per il suo negozio?
In realtà la tematica trattata all’Esposizione universale, la nutrizione, è abbastanza distante da quella dell’orologeria, non credo ne trarrò particolari benefici.
Nicolò Canziani