#DIFENDIAMORIMAKE IN NOME DELLE ARTI E DELLA CREATIVITA’

Minaccia di sgombero per Ri-MaKe, spazio di mutuo soccorso, spazio sociale autogestito nella ex sede della BNL in via Astesani n. 47, quartiere Affori, zona nord di Milano. Ri-Make è una esperienza interessante di co-working artistico, dove attraverso l’indagine dei problemi del nostro tempo, giovani artisti ed artiste sperimentano, creano possibilità d’arte e vivono esperienze di aggregazione culturale e sociale. I progetti che fanno parte di questa cittadella della creazione e della creatività sono: l’atelier di pittura indipendente che ha generato “Galleria Inconsueta”, una galleria d’arte indipendente, che cura esposizioni ed esperienze di alto livello, che nasce all’interno di un centro sociale ma che si proietta, creando dialogo, con la piazzetta della periferia nord di Milano, l’atelier di fotografia del collettivo “2kphotos”, ragazzi che attraverso il loro sguardo cercano di fermare il tempo per osservarne la lentezza e far scivolare la frenesia del nostro tempo affrontando le tematiche più varie. Subseri, la stamperia sotterranea, un’Atelier condiviso rivolto alle arti visive. Un OpenLab in cui attraverso workshop, mostre, eventi, formazione un gruppo di studenti di Brera sperimentano nuove idee. La falegnameria luogo di studio di tecniche di intaglio e di riciclo che con l’utilizzo di bancali e vecchie travi da’ vita a mobili e utensili di alto livello qualitativo riutilizzando materiale di scarto. Questi sono alcuni esempi di quello che si fa in Ri-Make, in cui dal basso, migranti e rifugiati, precari e precarie, artisti e artiste, hanno trovato le declinazioni comuni per sostenere insieme le proprie battaglie. Anche il collettivo femminista ha trovato la sua “stanza tutta per sè” , non come luogo chiuso ma senza confini in cui discutere le proprie idee, bisogni, esigenze. È da Ri- Make che si sono riunite le donne per dar vita a Non Una di Meno, per fare rete, per fare formazione, autocoscienza, organizzare forme di protesta, di scioperi contro ingiustizia, razzismo, discriminazioni. Ora in nome di #DifendiamoRiMake si è cercato di aprire un tavolo di dialogo pubblico, cittadino con la giunta comunale il 22 aprile scorso per dimostrare che progetti indipendenti, nati dal basso non vadano supportati meno di quelli turistici o commerciali. Il 7 maggio si torna in piazza con tutto il reticolo di associazioni, collettivi, realtà, e la rete di progetti; ci si ritrova alle 18.00 dinanzi al Comune per difendere quanto si è già costruito, vale a dire relazioni di solidarietà. Difendere Ri-Make significa difendere la libertà di espressione, la libertà delle arti e della loro indagine.

GIUSI DE ROMA