Doposcuola in Zona 9: difficile esistenza?

Un valore educativo, sociale e culturale. Lunedì 8 maggio Convegno in Zona 9

Stiamo giungendo alla fine dell’Anno scolastico e possiamo fare qualche primo bilancio dell’attività dei “Doposcuola”, attività di sostegno ai più piccoli ben presente a Milano, con un totale di circa 200 iniziative radicate soprattutto nei quartieri delle nostre periferie, frequentate da circa 10.000 alunni, in particolare delle scuole elementari e medie, che svolgono anche una significativa funzione di integrazione sociale e culturale. 
Peraltro, il tema dei “Doposcuola” non può essere scisso dalla situazione della condizione minorile milanese. Un indicatore? I minori (0-18 anni) in carico al Servizio Sociale della Famiglia del Comune di Milano sono 16.167: 339 in Zona 1, 1911 in Zona 2, 1003 in Zona 3, 2310 in Zona 4, 1329 in Zona 5, 2352 in Zona 6, 2277 in Zona 7, 2036 in Zona 8, 2610 in Zona 9. A tale proposito, va considerato il fenomeno della cosiddetta “dispersione scolastica”, cioè quell’insieme di processi attraverso i quali si verificano ritardi, rallentamenti e abbandoni nello svolgimento o nell’inserimento nel circuito scolastico. Nello specifico, l’Italia (dati 2012) è tra le peggiori d’Europa: lascia i banchi il 17,6% degli alunni contro la media Ue del 12,7%. Per venire a casa nostra, la Lombardia ha un tasso di abbandono scolastico del 18,5%.
“Doposcuola: difficile esistenza?”, dopo la prima tappa di marzo in Zona 7 prosegue Il ciclo di Convegni che avrà luogo in Zona 9, lunedì 8 maggio 2017 alle ore 21,00 presso la Sala Ghiglione della cooperativa Abitare, in via Val di Ledro 23, promosso dalla Cooperativa Diapason, che gestisce varie attività di doposcuola. Al convegno, tra gli altri, intervengono: Paolo Limonta (presidente Commissione scuola Consiglio comunale di Milano), Luca Franchini (Area doposcuola Caritas Milano), Giuseppe Lardieri (presidente Municipio 9), Deborah Giovanati (assessore Scuola Municipio 9), Pier Gaggianese (Cooperativa Diapason), Walter Cherubini (Consulta periferie Milano), nonché rappresentanti della Scuola e dell’Associazionismo. Una prossima tappa è prevista a fine maggio in Zona 6.
CITTA’ E ISTITUZIONI - Dopo le iniziative del 2015-’16, si consolida un percorso con un orizzonte periferico, con l’obiettivo di contribuire alla rappresentazione di una “dimensione pubblica” dei Doposcuola, superando la generale frammentazione (si sta provvedendo ad una mappatura dei “Doposcuola”: attualmente, ne sono stati censiti 27 in Zona 7, 24 in Zona 4 e 31 in Zona 9), cercando di accorciare le distanze con la città e le sue istituzioni. Infatti, i “doposcuola”, che trovano un generale apprezzamento per la positiva ricaduta sociale, non raramente si sentono un po’ in solitudine, con non pochi problemi da affrontare. Quasi che l’attività svolta non sia a beneficio della città e che, di converso, la città non abbia una concreta responsabilità, a partire dalle istituzioni. Peraltro, come sottolineato in un precedente convegno da p. Eugenio Brambilla, responsabile di Caritas Milano e della Scuola popolare “I care”, è necessario che anche i doposcuola maturino una dimensione “politica” del loro ruolo sul territorio, anche promuovendo un confronto con le istituzioni, rispetto alle iniziative messe in campo e ai relativi bisogni. Perché occorre un ripensamento delle “politiche”, migliorando i criteri di utilizzo delle risorse, spesso ancorati a criteri del passato, non più adeguati alla realtà attuale. I Doposcuola apportano anche un significativo valore economico, sia per l’attività diretta, sia per le ricadute indirette, di qualche milione di euro, anche se “normalmente” non viene considerato.
Romano Ranaldi