Via Cannero: dal n. 10 al 27 in Festa: quarantacinquesimo anniversario

Via Cannero ha officiato il suo quinquennale rito, fatto di buonumore, allegria, convivialità e buona tavola. La festa dei 45 anni dei palazzi cinti da un solo cortile (dal civico 10 al civico 27), per quasi l’intera lunghezza della via) è stata ancora una volta una splendida metafora di come la babele milanese potrebbe essere se soltanto la realtà dei “Palazzi” fosse proiettata sull’intera città.

Così il 27 settembre, in un industrioso lavorio di pentole e fornelli, di giochi e attività - e di ‘bruta’ forza fisica per il trasporto di tavoli e panche -, l’intera comunità ha contribuito alla splendida riuscita dell’evento. Certo: chi più, chi meno e chi per nulla, ma la presenza, va da sé, è già stata sufficiente. Nella festa dei quarantacinque anni, nata e cresciuta intorno al baricentro dell’associazione Bethesda (punto di riferimento per bambini ed ex bambini oggi genitori, nonni e alcuni bisnonni), si sono incrociate storie vissute e future pagine da scrivere, perché alla memoria dei più anziani ha fatto quest’anno da contraltare la sempre più impetuosa onda del ricambio generazionale. 

E a ricordarlo sono stati i sibilanti palloni a pochi centimetri dal tavolo dei cucinieri, che tanto hanno fatto ammattire i solerti organizzatori. Per il resto, l’esuberanza dei più giovani è stata mirabilmente contenuta da un’organizzazione impeccabile: lancio dei palloncini, caccia al tesoro, calcetto, burattini e attività per i piccolissimi, con laboratori di fiabe e angolo del morbido. Ah, l’esperienza! La stessa che ha messo alla prova delle giovani mandibole un menù a prova di bimbo: pizza, cotoletta, wurstel e panini assortiti. La sanno lunga quelli di via Cannero… 
Cosicché, i più âgée hanno potuto serenamente raccontare alle giovani coppie di quando fuori dalla cinta del comprensorio non c’èra la Milano-Meda, bensì orti lussureggianti e alberi di fichi; di quando al posto degli antistanti palazzi c’erano prati e sentieri; insomma, di un tempo in cui in via Cannero ci si poteva sentire fuori-porta, incrinando in questo modo la granitica percezione dei più giovani che al contrario ritengono di risiedere in posizione semi-centrale.

Immagini, ricordi, speranze e storielle divertenti, hanno quindi fatto lo slalom tra piatti locali (eccellenti lasagne, erbazzoni, insaccati e formaggi) e piatti provenienti dalla tradizione di condomini stranieri, in particolare uno spettacolare hummus siriano e ottimi spaghetti di riso thailandesi. Uno slalom assecondato, con lo scorrere delle ore, da un corposo e insidioso Primitivo di Manduria, i cui quattordici gradi hanno rischiato di stendere anche il più tenace dei degustatori. 
A notte inoltrata, la festa è dunque finita. I “Palazzi” hanno compiuto quarantacinque anni. I loro condomini sono cambiati, un po’ invecchiati o forse soltanto cresciuti, in quell’incedere sempre straordinario che è la vita. Una vita che in via Cannero può abbandonare - di quando in quando - le cadenze della metropoli, per assecondare i ritmi più a misura d’uomo della piccola comunità, addirittura del paese. A volte si può discutere, altre volte accapigliarsi, ma la festa dei cinque anni ricorda ogni volta a tutte le persone quanto sia bello condividere un tratto del percorso, aiutandosi, sostenendosi, perché no, in qualche occasione sopportandosi. Ma sempre con un sorriso. Lo stesso che, in quella realtà complessa che è Milano, si spera possa diffondersi in altri palazzi, in altri quartieri, in tante altre “vie Cannero” sparse qua e là.

A questo punto non poteva mancare il ricordo di Carla, la sua intelligenza, il suo sorriso accattivante e dolce, la sua disponibilità comunque, il suo amore profondamente cristiano verso tutti e sempre. Tutto quello che in questi 45 anni si è attuato lo si deve alla sua dedizione e alla collaborazione di Maria Rosa e Mina, che continuano l'opera organizzata da Carla.
Carla se n'è andata, ma il suo esempio e il suo spirito, sono rimasti qui con noi.