Il Cavallo di Leonardo

Dal canto nostro, sempre in vista dell’Expo, avevamo posto l’attenzione su un’altra struttura architettonica di un certo rilievo presente in Zona 7, l’Istituto Marchiondi in quel di Baggio, il cui plastico è stato esposto anche al MoMa di New York, lasciato deperire da anni come tante altre cose a Milano, per esempio la ex Scuderia De Montel, sempre attorno all’Ippodromo.

Comunque, tornando al Cavallo, al suo trasferimento si è opposto il Presidente del Municipio 7, evidenziando anche che già 400 scolari avevano visitato il Cavallo. Bene, ma un certo traino potrebbe venire dallo Stadio (terzo museo visitato a Milano, dopo il Duomo ed il Cenacolo), che negli scorsi mesi di giugno e luglio ha contato 75mila visitatori, che potrebbero essere indirizzati un centinaio di metri più in là, ad ammirare un’opera straordinaria.

SUGGERIMENTI

Peraltro, ci pare che uno dei problemi sia proprio l’assenza di segnalazioni, di “promozione”. Infatti, qualche piccola indicazione dell’esistenza del Cavallo ci vorrebbe, magari anche imbastendo qualche possibile percorso tematico. Allora, un paio di indicazioni:

1 - Apposizione di qualche gigantografia del Cavallo di Leonardo in alcune delle fermate della Metropolitana (M5 San Siro Stadio, accanto a quelle di Milan ed Inter, M5 Ippodromo, M1-5 Lotto, M1-M3 Duomo, M1 Rho-Fiera).

2 - Segnalazione del Cavallo di Leonardo al Terminale dei Bus di Lampugnano, da dove transitano decine di migliaia di viaggiatori provenienti da tutta Europa. Qui c’è anche un lungo muro vandalizzato, che potrebbe ospitare un “murale leonardesco” (tra l’altro, il 2019 è dedicalo proprio a Leonardo da Vinci), magari realizzato dagli studenti dei prospicienti Istituti Cardano e Gentileschi, un po’ come hanno fatto gli studenti degli Istituti Conti e Vittorio Veneto in Piazzale Zavattari, da vedere. 

3 - I muri che cingono l’Ippodromo del Galoppo per un paio di chilometri sono stati decorati con decine di quadri di tema equestre. Potrebbero costituire un percorso gradito non solo ai più giovani. 

PERIFERIE SCONOSCIUTE 

Ma, l’occasione del Cavallo deve costituire un’occasione di riflessione operativa che guardi a quanto di bello e importante è presente nelle periferie (pensiamo all’Abbazia di Chiaravalle o alla Certosa di Garegnano, tanto per esemplificare), con l’individuazione di possibili percorsi che, in un’ottica cittadina, coinvolgano le scuole, ma anche gli albergatori che potranno offrire ai loro clienti la possibilità di vedere veramente Milano, non solo il circuito Duomo, Galleria Vittorio Emanuele, Teatro alla Scala e Cenacolo. E torniamo a Leonardo.


Walter Cherubini 

Centro studi ConMilanoOvest