IL SANTO DEL GIORNO 28 febbraio

San Romano , Abate, francese,
fondatore dell'Abazia di Condat

Il monachesimo fu non solo un fecondo movimento religioso cristiano. Esso accolse e protesse i migliori elementi della civiltà latina che i barbari stavano distruggendo ovunque in Italia prima e in Europa poi.   Il francese San Romano fece parte della innumerevole schiera di santi monaci, che produssero il progresso civile e spirituale nel Medio Evo.
Romano di nome e di spirito entrò giovane nell’abbazia d’Ainay, presso Lione. Ne uscì poco dopo, non per gettare il saio alle ortiche, ma per perfezionare il suo cammino spirituale con una vita solitaria tra i monti del  Giura, in preghiera e penitenza. La santità è contagiosa: presto altri lo seguirono, come suo fratello Lupino. Fu fondata l’Abbazia di Condat, a cui seguirono un monastero, a Leucone, poi un terzo, che prese il nome di Saint Romain de la Roche. Romano, di carattere dolce, si appoggiò al fratello, più severo e rigoroso per governare con fermezza i monasteri. Si narra che una volta, in pellegrinaggio nel territorio di Ginevra, mentre trascorrevano la notte in una capanna abbandonata, furono raggiunti da due lebbrosi, che vi soggiornavano. Romano, non schivò i due infelici, ma li abbracciò come fratelli in Cristo. La mattina successiva, quando Romano e Lupino si congedarono, i due lebbrosi erano mondati dal male.
La diarchia, cioè la collaborazione tra i due fratelli nel governo dei monasteri da loro fondati, si sciolse soltanto con la morte di San Romano, avvenuta alla fine del V secolo, quando aveva settant'anni, e quando ormai le montagne del Giura erano letteralmente cosparse di Abbazie nelle quali, insieme con la fede, si salvava la civiltà occidentale.