Il teatro come specchio della nostra società attuale

All'Elfo Puccini in corso Buenos Aires

Dal 30 gennaio al 4 febbraio, all'Elfo Puccini va in scena il teatro dell'assurdo di Beckett, “Aspettando Godot”, con la sensibile regia di Alessandro Averone, che afferma: «Quello che mi ha sempre affascinato in Beckett è la sottile e fine poesia che scaturisce dai suoi testi. L’amore e la compassione per l’essere umano, costretto disperatamente alla ricerca di un senso... Si resiste. Con affetto e violenza. Con quello che si è. Con tutti i nostri limiti. Stretti l’un l’altro».

I personaggi senza tempo e la loro precaria condizione esistenziale sono specchio della società attuale e della nostra perenne incertezza, costretti in azioni che si ripetono, senza via di uscita. Vladimiro ed Estragone siamo noi che aspettiamo un dio, un gesto, una parola che si faccia verbo, un percorso che colmi il mistero dell'esistere. Ottimi gli interpreti, che dosano con sapienza stupore, drammaticità, ironia, in uno spettacolo che lascia un messaggio di salvezza, il messo di Godot è un bambino, e di speranza: si può sopravvivere all’incertezza dei tempi, aggrappandosi al contatto umano, alla veridicità dei sentimenti e alla profondità degli affetti.

Ancora sulla forza e la grandezza dell'amore con la compagnia milanese “Eco di fondo”, che dal 6 all'11 febbraio porta tre spettacoli, legati dalla rilettura di miti e fiabe: “La sirenetta”(6 e 7) che rilegge Andersen, come metafora dell'identità sessuale; “Orfeo ed Euridice” dall'8 al 10, dove la forza e la poesia del mito si intrecciano col tema dell'accanimento terapeutico e dell’eutanasia: una regia visionaria per uno spettacolo ad alto tasso emotivo. Il 10 e l'11 “OZ storia di una emigrazione” pone l'accento su un altro problema estremamente attuale, l'emigrazione: la piccola e viziata Dorothy, naufraga, in viaggio verso la speranza, verso l'utopia di cambiare la propria vita, ma O.Z. è una finzione, è solo una delle tante "Lampedusa" dei nostri giorni.

Grazia De Benedetti

ElfoPuccini - corso Buenos Aires 33 – tel.02.00.66.06.06 www.+elfo.org