IN CALO LA RICHIESTA DI CREDITO DELLE AZIENDE ITALIANE

Nel 2017, -12,4% a Milano e -10,5% in Lombardia

In deciso calo la richiesta di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane con un -2,5% rispetto al 2016 dopo il risultato positivo di quell’anno che aveva rilevato una crescita con un segno positivo del 5,1%. È quanto emerge dal Barometro CRIF delle richieste di credito presentate dalle aziende italiane, aggiornato a dicembre 2017. L analisi è stata effettuata da CRIF sulla base del patrimonio informativo di EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie, che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie, di cui oltre 9 milioni riconducibili a imprese. Volendo scendere nel dettaglio e analizzando l’importo medio chiesto dalle imprese, si rileva la diminuzione in misure differenti nelle diverse province lombarde a cominciare da Milano con un importo medio di 89.297 Euro (-12,4%). Ma il calo nelle richieste di credito riguarda anche le altre province lombarde con la flessione più importante nella provincia di Cremona (-17,1%). Seguono Mantova e Varese, dove si registra rispettivamente una flessione del -13,2% e -13,1%, nella provincia di Sondrio, invece, il calo più contenuto (-1,1%). E gli importi in euro sono oltremodo disomogenei, infatti troviamo Lodi che registra l’importo medio più modesto, con un valore di poco superiore ai 48.012 euro mentre all’estremo opposto della classifica regionale si pone Brescia che ha richiesto in media 132.298 euro, a seguire Mantova (97.539 euro). Secondo il rapporto CRIF l’omogeneità è dovuta alla diversa struttura del tessuto imprenditoriale dei vari territori oltre a una richiesta di credito frazionata.

Da rilevare infine, che lo studio non approfondisce i fattori che influenzano le dinamiche che differenziano i singoli territori. Secondo quanto spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF: Il 2017 si è chiuso con una performance inferiore alle aspettative relativamente alle richieste di credito da parte delle imprese, nonostante gli stimoli introdotti per rafforzare il tessuto imprenditoriale del Paese e gli incentivi previsti dal Piano Nazionale Industria 4.0. Va però segnalato come, da analisi qualitative che abbiamo condotto, il risultato sembra essere influenzato prevalentemente dal ridimensionamento delle richieste di rivalutazione, non completamente compensate dalla maggiore vivacità delle richieste di nuovo credito. Per l’anno corrente riteniamo che il progressivo consolidamento del quadro macro-economico, che si sta riflettendo positivamente anche sul miglioramento degli indicatori di rischiosità delle imprese, possa dare ulteriore slancio all’intero comparto”.

Manuelita Lupo