LA DIGNITÀ DEL LAVORO

Uno spazzino - a definirlo operatore ecologico viene alla mente “Amici miei atto II” dove i gli impotenti sono diventati non trombanti - è alle prese con rifiuti di ogni genere lasciati in strada di fianco a un cestino, intorno si notano un asse da stiro, un comodino e un abat-jour. Dalla bocca gli escono queste parole: “Fate schifo. Nemmeno gli animali si comportano in questo modo". Come dargli torto. Ogni giorno, nella pseudo civile Milano la gente lascia di tutto in strada nonostante l’AMSA - con una semplice telefonata per la prenotazione - ritiri gratuitamente la maggior parte dei rifiuti ingombranti. Stessa sorte per i rifiuti condominiali dove la raccolta differenziata viene effettuata spesso alla carlona e dove coloro che la eseguono diligentemente sono rassegnati a pagare le multe per il menefreghismo altrui. Ma se nel privato il problema è circoscritto a un esiguo numero di persone, nel pubblico tale comportamento colpisce tutti etichettando i milanesi come incivili e fornendo una cartolina ricordo poco edificante ai turisti.

Tralasciata questa piccola digressione civica, torniamo agli eroici spazzini che ogni giorno lottano contro i mulini a vento svolgendo un lavoro di un’utilità estrema: anzi, una professione che dovrebbe essere ben più rispettata e stimata di altre. A tal proposito, poco tempo addietro, da un distinto gentiluomo in pensione, benestante e istruito mi son sentito dire, in riferimento al proprio custode: “se certa gente avesse le capacità non farebbe questi lavori”.

In così poche parole una quantità tale di protervia, ignoranza e superficialità da rimaner schiacciati senza appello. Forse, il superbo signore ha dimenticato che le possibilità economiche di una famiglia incidono sul futuro dei propri figli. Forse, dall'alto della sua privilegiata torre d’avorio, non riesce più a scorgere come vivono le altre persone. Forse ha scordato che molti laureati, non trovando lavoro, ripiegano come possono in altre professioni come custodi o spazzini. Forse la sua cultura non colmerà mai la distanza tra il suo cervello e il suo cuore. Ma ciò che ha evidentemente scordato, è l’inarrivabile dignità del lavoro manuale, con o senza istruzione, soprattutto in questo grottesco periodo dove stanno proliferando ridicole e inerti professioni come youtuber e web influencer; a definirle professioni già ce ne vuole ma la vera tragedia è che vengano prese sul serio.

Per questa ragione, in occasione del prossimo 1° Maggio, un ringraziamento speciale va a tutti gli operatori dell’AMSA che ogni giorno tengono pulita la nostra città. Che siano più che mai fieri del proprio lavoro perché il loro operato è tangibile, concreto e encomiabile a dispetto della virtuale cretineria dilagante. Che non chinino mai il capo di fronte a coloro che tentano di sminuire la loro professione perché pochi lavori possono vantare una tale utilità pubblica. Che una quotidiana e orgogliosa consapevolezza del proprio mestiere unita a un’inossidabile dignità personale li accompagni perché è solo grazie a loro se non veniamo sommersi dalla nostra stessa inciviltà.

Ma con attrezzature e scopettoni purtroppo sono solo in grado di mondare le nostre strade; peccato non possano spazzar via anche la nostra maleducazione e la nostra stupidità.

 

Riccardo Rossetti