Le canzoni di suor Cristina

Anche una semplice fiammella può illuminarci il percorso

Ad Omegna, graziosa cittadina sulle rive del lago d'Orta, martedì 21 agosto in occasione della annuale festa di San Vito, patrono locale, la Star della serata è stata una giovane Stella che brilla da alcuni anni nel firmamento musicale: Suor Cristina, bravissima cantante che da quando - nel 2014 - ha vinto a pieno titolo il talent show "The voice of Italy", ha guadagnato sempre più in fama (ma non in denaro, poiché per il voto fatto di povertà non le è possibile accumulare beni). Suor Cristina inizia a provare nel tardo pomeriggio di una bella giornata di sole, vestita di una tonaca grigia, quasi che quella nera solitamente indossata sia stata scolorita dal contatto con i sepolcri imbiancati declamati da Cristo, e con l'ausilio di una brava corista e di un altrettanto bravo chitarrista esegue alcune canzoni che servono per livellare il suono e l'audio di ritorno dal banco mixer alle casse del palco. Dietro le quinte alcune consorelle, una - armata di smartphone - esegue riprese delle prove. Cristina Scuccia, dopo il voto Suor Cristina, e in arte Sister Cristina, appena due giorni prima ha compiuto trent'anni, essendo nata il 19 agosto 1988 a Vittoria in provincia di Ragusa, per poi trasferirsi con la famiglia nella vicina Comiso. La giovanissima cantante riesce a prendere il volo alla tenera età di 19 anni - interpretando  nel musical "Il coraggio di amare" il ruolo di Suor Rosa, fondatrice delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia. L'anno successivo frequenta a Roma , l'Accademia di spettacolo "Star Rose Academy", studiando canto sotto la direzione di Franco Simone e di Tiziana Rivale, finendo per avere ben poche rivali in campo musicale. Quello che lei farà e fa sarà di rendere Gesù accessibile ai più, un po' come nel lontano passato si usava suonare e cantare le lodi al Signore. Quando Suor Cristina si ripresenta sul palco, vestita della consueta veste scura, sono le 22,00i. Tra una canzone e l'altra intratterrà il pubblico intervenuto in grande numero rivolgendosi simpaticamente con vari aneddoti, pronunciati con la voce squillante e adolescenziale che la caratterizza. Perché Cristina, più che una sposa del Signore ne è una figlia, una figlia che per quel Padre prova l'Amore che da una figlia è normale aspettarsi. E la sua voce squillante e forte è come il suono di una tromba che richiama a sé i fedeli; non la tromba tonante del giudizio universale, e neppure quella sottilmente perfida del pregiudizio che molti stolti riversano nei confronti di chi sinceramente crede in quello che fa e dice. Nel 2014, dopo avere vinto il talent show televisivo "The Voice of Italy", pubblica il suo primo lavoro discografico: "Sister Cristina", che accoglie dodici brani, alcuni anche da lei scritti, così come dodici sono pure quelli del secondo cd: "Felice", uscito quest'anno. Nel 2014 vince anche in Francia, il disco d'oro, mentre a New York partecipa al "Today Show", e il 14 dicembre, al Canto di Natale in Vaticano, trasmesso dieci giorni dopo dalla Tv pubblica. Dal dicembre del 2015 fino al 2017 è nel cast del musical "Sister Act", guadagnandosi i complimenti dell'attrice americana di colore Woopi Goldberg, che ne era stata la protagonista nel film omonimo, così come pochi anni prima Madonna ebbe apprezzamenti per lei per la sua interpretazione di "Like a Virgin", eseguita con grazia e candore davvero ammirevoli. Si può credere o meno nell'esistenza di una Entità Superiore che ci sovrasta dalla sua altezza assoluta, priva di contatti col sudiciume amorale degli esseri umani. Ma si può - si deve - credere in persone che si sentono investite da una missione di fede e di pace nel mondo. Certo, con i dovuti distinguo e i devoti che devono saper comprendere ciò che viene proposto loro. Ma tenendo ben presente che in un mondo spesso spietato, così ciecamente rivolto al nulla assoluto e stravolto da falsi obiettivi che distorcono la visione della realtà, luci come quella che Suor Cristina è, sono come fiammelle poste a illuminare il sentiero da attraversare senza il pericolo di finire fuori strada, e scivolare nel baratro di una vita priva di appigli e di speranze.

Antonio Mecca