MARC CHAGALL E LA BIBBIA

“Rembrandt aveva realizzato la Bibbia in Olanda, nella via ebraica della sua città.
E qual era l’artista che non si fosse ispuirato alla Bibbia? Ma io vedevo i miei antenati per la prima volta
e mi sembrò che il mio colore fosse il loro colore, le mie facce fossero le loro facce.
Questi erano i tratti dei loro volti. (…) Sebbene questo libro vada in giro per il mondo in milioni di copie,
il sogno che contiene è come se fosse sotto chiave, sommerso in lacrime di millenni.
Promette una libertà diversa, un altro senso della vita”. Marc

Il Museo diocesano di Milano presenta, dal 17 settembre 2014 al 1 febbraio 2015, “Marc Chagall e la Bibbia”, un completamento dell’esposizione che Palazzo Reale dedica all’artista.

La mostra, concepita come una vera e propria sezione della retrospettiva “Marc Chagall”, offre la possibilità di ammirare, nella cornice del Museo diocesano, 60 lavori che l’artista dedica al messaggio biblico, tra dipinti, gouaches, acqueforti, sculture e ceramiche. Esposte anche 22 gouaches preparatorie inedite.

L’artista fu affascinato, sin dagli anni giovanili, dalla Bibbia, che considerava come la più importante e affascinante fonte di poesia e di arte. Chagall si confrontò con questi temi per tutta la vita, sino alla realizzazione del ciclo sul Messaggio Biblico, negli anni Sessanta. “Marc Chagall e la Bibbia” permette quindi di concludere il percorso di conoscenza dell’artista a cui introduce la retrospettiva di Palazzo Reale.

I soggetti furono elaborati in varie occasioni e con tecniche diverse (acqueforti, oli, ceramiche, sculture), che la mostra racconta e raccoglie in modo organico. La forza creativa di Chagall ha un carattere esplosivo e si manifesta nella disseminazione di frammenti narrativi e simbolici che, nel loro insieme, acquistano valore iconico.

Fulcro dell’esposizione sono le 22 gouaches preparatorie, inedite sino ad ora, che si caratterizzano per freschezza e immediatezza di segno unite a un grande fascino.

Nelle 22 gouaches, è possibile cogliere, soprattutto nell’intuizione dello spazio, la predilezione dell’artista per scelte unidimensionali, che non impediscono, pur in assenza di intenzioni prospettiche, il raggiungimento di esiti quasi realistici in forza di una rappresentazione immaginifica e fortemente evocativa. Il colore gioca in questo senso un ruolo fondamentale, sia in presenza sia in assenza, conferendo alla scena un vivace intento narrativo. Anche il dinamismo del tratto, talora solo brevemente accennato, caratterizza le scene in senso drammatico.

MARC CHAGALL E LA BIBBIA

Museo Diocesano di Milano (c.so Porta Ticinese 95, Milano)

Mercoledì 17 settembre 2014 – domenica 1 febbraio 2015

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