Al teatro Franco Parenti

La passione, le ossessioni e le debolezze del nostro tempo rivivono sul palcoscenico

Il più palpitante “copione del terrore” (in forma psicanalitica) di Henrik Ibsen: va in scena al Parenti, dal 23 gennaio al 11febbraio, “Rosmersholm”, il dramma del presente svuotato. Federica Fracassi e Luca Micheletti, anche regista, proseguono l'esplorazione dell'universo ibseniano con quest’opera scritta nell’ultima fase della sua vita. Rebekka è a servizio dal pastore Rosmer, espressione e vittima di un ordine aristocratico chiuso, governato da ferree leggi morali: entrambi sono incarnazioni simboliche di due estremi opposti che finiscono per confondersi e annientarsi. Fu Massimo Castri a concepire questa “tragicommedia” come monodramma a due voci, un ring che è anche una camera di tortura delle parole, alla ricerca impossibile di quella verità che al teatro è negata, da sempre e per sempre.

Dal 30 gennaio al 4 febbraio, “Il giocatore”, con Gabriele Russo: il capolavoro di Dostoevskij, nella versione curata da Vitaliano Trevisan, ci viene restituito in un allestimento originale ed efficace, sempre in bilico tra dramma e commedia. La passione e la compulsione, le ossessioni e le debolezze di Aleskej e degli altri personaggi dell’opera non sono lontane dalle nostre. Ogni debolezza, in un attimo, può trasformarsi in quel vizio, che trascina in una spirale senza ritorno, capace di piegare tutti, anche i più forti, quando decidono di provare. Un altro Dostoevskij, dal 7 al 18, con “La confessione” affronta il tema scabroso della pedofilia, senza prendere mai una posizione né dare un giudizio definitivo. Il grande autore russo svela l’ambiguità dell’animo, con l'intento di approfondire la natura contraddittoria dell’uomo, di avanzare una riflessione sincera, al di là di ogni schema o freno morale, richiamando la libertà. Stavrogin, un grande Mino Manni, si apre al pubblico vivisezionando senza sconti ogni sfumatura, impulso, contrazione dell’anima e del corpo, e chiedendo ogni sera comprensione e condivisione, o forse anche rifiuto.

La commedia di Edoardo Erba, “La locandiera B&B” (6 - 11 febbraio), regia di Roberto Andò, traccia con surreale leggerezza un inedito ritratto dell’Italia di oggi: un Paese amorale, ansioso di liberarsi del proprio passato ingombrante, ambiguo, corrotto, per ricominciare daccapo. Humor nero, intrighi, e infatuazioni all'ombra di un’antica villa che sta per trasformarsi in albergo, dove Mira si ritrova a cena con strani uomini d’affari dal marito, che l'ha organizzata ma diserta la serata, così è lei a gestire i commensali in un clima fitto di mistero. Il gioco si fa sempre più pericoloso e ineluttabile, ma che parte ha Mira? è davvero ingenua e sprovveduta? In scena, accanto alla sorprendente protagonista, un affascinante Laura Morante, una solida compagnia.

Perché nessuno ha previsto tutto questo?” domandò al gotha della finanza la regina d’Inghilterra, dopo il crollo della Lehman Brothers. “La Domanda della Regina”, dal 13 al 21 febbraio, è una riflessione sulle interazioni umane, utilizzando i princìpi dell’economia e della finanza. Un lavoro a quattro mani tra il fisico Guido Chiarotti e l’autore teatrale Giuseppe Manfridi, in cui le domande di un giovane, che ha perso i propri risparmi in borsa, a un esperto di economia e finanza, innescano un dialogo che coinvolge ogni aspetto della nostra vita, delle nostre relazioni e del nostro modo di pensare.

Grazia De Benedetti

Teatro Franco Parenti - via Pierlombardo 14, tel. 0259995206 - www.teatrofrancoparenti.it