FAKE NEWS ALLA NONA EDIZIONE DI “SCIENCE FOR PEACE”

La Conferenza creata dal professor Umberto Veronesi riflette quest’anno su scienza, democrazia, informazione nella società digitale

Porte aperte venerdì 17 novembre alla Bocconi in via Sarfatti per assistere alla nona edizione della Conferenza Science for Peace. “Post verità. Scienza, democrazia, informazione nella società digitale”, è il titolo pensato quest’anno. La conduzione affidata a Giulia Innocenti, giornalista e conduttrice televisiva, tanti gli ospiti.

Ad aprire l’incontro c’è il saluto delle autorità dal sindaco Sala all’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, dal rettore della Bocconi Gian Mario Verona al presidente della fondazione Umberto Veronesi Paolo Veronesi. I discorsi di apertura sono della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, di Emma Bonino del Partito Radicale, del Premio Nobel per la Pace 2011, Leymah Gbowee. Il premio Art for Peace Award 2017 è stato riconosciuto all’artista Joan Fontcuberta. “Non voglio essere presuntuoso, ma il mio lavoro è pedagogico, - ha dichiarato. - È la pedagogia del dubbio che ci protegge dal contagio della manipolazione”. Gioca tra veridicità e ambiguità e indaga con occhio critico gli aspetti documentaristici e narrativi delle immagini fotografiche invitando gli osservatori ad abbandonare le convenzioni culturali che influenzano la nostra società ed esplorare con spirito critico e attento il confine tra realtà e finzione.

Con pensiero critico e basandosi su nuove evidenze empiriche la Conferenza riflette sulla società digitale. Internet e new media hanno prodotto molteplici opportunità positive, sia per la condivisione del sapere sia per la sperimentazione di nuove pratiche di democrazia deliberativa ma hanno anche il rischio di creare echo chambers, casse di risonanza online in cui anche le informazioni non corrette sono confermate e amplificate. Già nel 2013 il World Economic Forum metteva in guardia contro la minaccia globale rappresentata dalla disinformazione digitale su larga scala, creata da attori statali e non-statali per promuovere specifici interessi politici o economici. In un epoca in cui i cittadini sono chiamati a esprimere la loro opinione e a prendere decisioni su temi complessi, attingendo a informazioni non controllate si mette in pericolo la democrazia aprendo le porte all’epoca della post verità.

E i  quesiti su cui ci si interroga sono tre: Come cambia il rapporto fra cittadini, mezzi di comunicazione e sapere scientifico nell’attuale contesto di tecnologie digitali?

Quali sono le implicazioni di questo nuovo scenario per la rappresentanza democratica e i rapporti fra gli stati, sia in generale sia con riferimento specifico al progetto politico europeo?

Come può la comunità scientifica contribuire efficacemente al dibattito pubblico su alcune delle questioni più rilevanti del nostro tempo, dalla salute ai cambiamenti climatici, fino al futuro del mondo del lavoro?

 Giusi De Roma