Frank Michael Morrison Spillane il creatore di Mike Hammer

Quello che se non dalla critica bensì dal pubblico dei lettori viene considerato il terzo scrittore americano di polizieschi duri: Mickey Spillane, creatore del detective privato Mike Hammer, nacque a Brooklyn-New York il nove marzo 1918 e morì a Murrells Inlet - South Carolina, il diciassette luglio 2006.

Figlio di un barista, - personaggio che nelle sue storie ricorre spesso, così come in quelle di Ed McBain ricorre la figura del nonno sarto, - cresciuto nel vicino Stato del New Jersey, nel sobborgo industriale di Elizabeth, Frank Michael Morrison Spillane, iniziò a scrivere e a pubblicare racconti su riviste poliziesche nonché sceneggiature per storie a fumetti (non per niente Raymond Chandler lo definirà un fumettaro). Abbandonati gli studi di Legge, per guadagnarsi da vivere fece, proprio come Chandler, vari umili mestieri, tra i quali venditore di cravatte - forse da qui imparò a fare bene il nodo per stringere alla gola sempre più il lettore - bagnino sulle spiagge di Long Island - ecco perché restò a galla nel mare della narrativa per ben 60 anni - e persino, in un circo, uomo proiettile - e di proiettili i suoi eroi ne spareranno davvero tanti, spesso centrando il bersaglio costituito da criminali privi di pietà. Ecco: forse il taglio netto fra buoni e cattivi è proprio dal mondo privo di complicazioni psicologiche dei fumetti che Spillane lo ha mutuato, ponendosi ben pochi problemi di approfondimento dei personaggi e delle situazioni. Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra, il giovane Mickey si arruolò nell'aeronautica in qualità di istruttore di volo (e di lì a pochi anni il volo lo avrebbe preso per davvero, e per decenni). A guerra terminata Spillane decide di scrivere il suo primo romanzo poliziesco, protagonista il detective privato newyorkese Mike Hammer. Così nel 1947 esce "Io, la giuria", che vede il detective indagare sull'assassinio di un suo amico: Jack Williams, il quale durante la guerra per salvargli la vita ha perso un braccio, amputatogli dopo che un soldato giapponese gli aveva infilato la baionetta nel braccio. Il romanzo: teso e violento, è ambientato nella New York dell'immediato dopoguerra descritta spesso grigia e piovosa ma ancora capace di mostrare una solidarietà che da lì a non molti anni si sarebbe irrimediabilmente perduta, come una bella donna che ha intrapreso la professione di prostituta ormai da anni. Dopo questo primo, grande successo di pubblico, devono passare tre anni prima che un secondo romanzo compaia. Sembra che il romanzo successivo non gli riuscì di portarlo a termine per vari motivi, per cui dovette affrontarne un terzo che poi: nel 1950, finalmente apparve al pubblico: "La mia pistola è pronta". Spillane scrive, e pubblica, fino al 1952 cinque romanzi con Hammer e uno senza: "La lunga attesa". Poi, a parte qualche racconto, sembra interrompere l'attività. I molti proventi che i suoi romanzi gli procurano nonché i film per lo schermo tratti dai suoi libri gli consentono di prendersela comoda, facendogli intraprendere persino la missione di testimone di Geova. Nel biennio 1958-1959 Hammer approda anche alla televisione in bel 78 episodi, pressoché in contemporanea con i telefilm con Philip Marlowe. Spillane colloca il suo personaggio: duro, anticomunista, antifemminista, tra quelli più morbidi ma anche molto meno grezzi di Marlowe: apparso nel 1939, e di Lew Archer: apparso nel 1949. Ma così come un oggetto troppo affinato finisce per perdere qualcosa: magari una certa innocenza, seppure intrisa di violenza, anche nel caso degli uomini che pur giustamente si pongono molti problemi si finisce per perdere quella innocenza tipica soprattutto di una Società ancora primitiva come l'America degli anni fino ai Cinquanta del Novecento ancora era. La differenza fra i suoi due colleghi sta poi anche nel fatto che Hammer opera: spesso senza anestesia! a New York, mentre Archer e Marlowe a Los Angeles. Inoltre Spillane ebbe la fortuna di vendere molto: oltre cento milioni di copie, mentre gli altri due grandi colleghi molto meno. Negli anni '50 esordì anche come attore interpretando se stesso nel film "Il circo delle meraviglie", 1954, mentre nove anni dopo: nel 1963, avrebbe dato vita al suo personaggio nel film "Cacciatori di donne", tratto dal suo romanzo uscito due anni prima. Si trattava di una cupa storia in bianco e nero al contrario del precedente film che si avvaleva dei vivaci colori in voga negli anni '50. Interpretò il suo personaggio anche negli spot di una nota marca di birra, quasi a voler sottolineare che Hammer andava a tutta birra proprio grazie a quella bevanda, la cui schiuma era rappresentata dai criminali che schiumavano di rabbia per doversi sottomettere a un eroe come quello di Spillane, che basta variare una consonante e si tramuta da soggetto in verbo: Spillare: birra o denaro fa lo stesso. Lo scrittore aderirà con convinzione alla politica anticomunista del senatore McCarty perché lui: americano al massimo grado, non tollerava il comunismo sin nel più piccolo grado: per lui il gradino dal quale scivolare nelle viscere dell'inferno rosso. Per questo molte sue storie degli anni '50 e '60 assumeranno: soprattutto con la nascita di Tiger Mann, il suo vertice più alto. Tiger Mann è un agente del controspionaggio facente parte di una struttura parallela che agisce senza mezzi termini. Tra il 1964 e il 1967 usciranno quattro romanzi con lui protagonista, e questa sua produzione rappresenta forse la produzione migliore dello scrittore americano. Sebbene meglio delineato, non ha però l'impatto di Mike Hammer, che negli anni Sessanta continuerà ad imperversare con altri romanzi. Negli anni '70, '80 e '90 Spillane rallenterà di molto la propria produzione. Alcuni romanzi non gli riuscì di portarli a termine, e saranno poi completati dal collega e amico Max Allan Collins, al quale Spillane dedicherà l'ultimo suo romanzo con Hammer: il tredicesimo, uscito nel 1996 e ripubblicato di recente da Mondadori in una bella edizione degli Oscar gialli con una altrettanto bella traduzione a cura di Igor Longo. L'ultimo romanzo pubblicato in vita da Spillane è "Qualcosa sul fondo", uscito nel 2003 e ambientato nella Carolina del Sud dove lo scrittore viveva già da molti anni con Jane, la sua terza moglie. Dalla prima aveva avuto quattro figli, dalla seconda la sua bellezza di modella che spesso appare sulle copertine dei libri del marito e che nella prima metà degli anni '70 apparve: insieme a Mickey, nel telequiz "Rischiatutto", dove l'altro Mike: Bongiorno si sperticò in molte lodi dirette allo scrittore americano, di cui sembrava conoscere e apprezzare la sua produzione che forse rappresentava per il conduttore una delle poche da lui lette. Con la scomparsa di Mickey Spillane ha termine un'epoca che seppure coi suoi chiaroscuri può anche definirsi affascinante, e procurare nostalgia così come ce la procura una serie di foto in bianco e nero che rappresentano lo spaccato di una Società la cui musica, i cui film, i cui libri ormai fanno parte del nostro personale bagaglio, un bagaglio che ci sembra leggero perché il suo contenuto è sempre per noi leggiadro.

Antonio Mecca