Giulio Rapetti

In arte Mogol

In un Paese di parolai come il nostro è, la venuta al mondo di parolieri del calibro di Giulio Rapetti in arte Mogol non può che essere considerato come un dono dal Cielo. Lui stesso in effetti si considera un suo semplice strumento, che trasforma impulsi, vibrazioni ed emozioni in versi, strofe e rime. Giulio Rapetti nasce a Milano il 17 agosto 1936 e trascorre l'infanzia nei pressi di Città Studi, a cento metri dal ponte di Lambrate. È un'infanzia felice la sua, piena di giochi con gli amici, di fantasie ed emozioni che contribuiranno a farne, da adulto, l'artista che tutti conosciamo e apprezziamo. La madre, Marina, svolge diversi mestieri per contribuire al mantenimento della famiglia composta da quattro persone: lei, il marito Mariano e i figli Giulio e Anna. Mariano  a un certo punto viene assunto dalla Ricordi divenendone in seguito direttore generale. Fu anch'egli paroliere come in futuro lo sarebbe stato il figlio Giulio, e fra le canzoni alle quali collaborò troviamo la celeberrima "Vecchio scarpone". Giulio entrò alla Ricordi come ragazzo tuttofare, e tra le sue mansioni c'era anche quella di adattatore di testi di canzoni straniere. Dopo qualche tempo Mogol: nome scelto dalla SIAE su 120 pseudonimi che Giulio Rapetti aveva proposto, scrisse con la musica del maestro Carlo Donida "Briciole di baci", brano che venne inciso da una allora giovanissima Mina nel 1960. L'anno dopo la coppia Donida-Mogol realizzò un nuovo successo: "Al di là", che fu interpretato da uno già stagionato Luciano Tajoli e da una ancor giovanissima Betty Curtis. Nel frattempo Mogol si sposa con Serenella, disegnatrice di moda, alla quale in seguito dedicherà il brano "29 settembre", portato al successo dall'Equipe 84. Nel 1965 avviene l'incontro che cambierà in meglio la sua vita: quello con Lucio Battisti, allora chitarrista del complesso "I campioni". Tra i due: l'uno milanese e l'altro laziale, nasce da subito una corrente di simpatia seguita da una grande amicizia. L'anno successivo Mogol convince l'amico a cantare le proprie canzoni, prima di allora affidate all'esecuzione di altri interpreti, mentre è del 1969 l'esordio al festival di Sanremo con il brano "Un'avventura". L'anno dopo, nel mese di giugno, i due decidono: sempre su consiglio di Mogol, di intraprendere un viaggio a cavallo da Milano a Roma, viaggio che durerà 24 giorni. Dalle emozioni che questo viaggio regalerà a entrambi nascerà dapprima la musica e poi il testo di "Emozioni", brano fra i più belli da loro realizzato. Per tutto il decennio dei Settanta - decennio funestato da atrocità commesse perché servite, e servite da commessi asserviti a padroni tuttora avvolti nell'ombra - Mogol e Battisti comporranno splendide canzoni che sono rimaste e rimarranno nella storia della musica leggera italiana. Alla pari di cavalieri a cavallo di purosangue  i due percorreranno l'intero decennio tagliando un traguardo dopo l'altro con successi che entreranno nella mente e nel cuore della gente, al contrario del secondo periodo di Battisti dove non verranno assimilati dalla mente né tantomeno dal cuore. Infatti la collaborazione Mogol-Battisti si concluderà nel 1980 con l'album "Una giornata uggiosa", le cui musiche risulteranno sì belle, ma anche un po' indigeste perché più marcate dallo stile "disco music" e "marciate" con un ritmo quasi ossessionante, come di cuore impazzito per una lunga corsa effettuata: quella che il musicista-cantante aveva fatto fino ad allora per restare il numero uno dei cantautori italiani. Per una mera questione di diritti d'autore il duo si scioglierà, liquefattosi a causa di liquido mal distribuito. Le loro strade si divideranno come le estremità di una fionda che il sasso invece di lanciarlo finisce per farlo cadere ai piedi di chi ha deciso per la separazione. Forse nelle intenzioni di Battisti la collaborazione con il paroliere Panella - autore geniale ma troppo fumoso - sarebbe dovuta servire per far restare famoso lui mettendone in risalto la voce e la musica. Così però non è stato, perché la canzone esige poesia, e la poesia chiarezza. Mogol invece inizierà la sua collaborazione con altri artisti meravigliosi: Cocciante, Gianni Bella, e Mango, che aiutò ad emergere quando già l'artista lucano pensava di abbandonare la musica. La grandezza di Mogol fa il paio con la sua generosità. Nel 1975 infatti decide di fondare, insieme a Morandi, Baglioni e altri, la Nazionale Cantanti, che da allora giocherà molte partite devolvendo gli incassi in beneficenza. Mogol stesso prende parte a 279 partite segnando 33 gol. Quindi, nel 1992, nei pressi di Terni, fonda il CET: Centro Europeo Toscolano, una scuola per aspiranti autori e cantanti che pur venendogli a costare molti soldi decide di continuare a mantenere in vita perché in vita vuol mantenere la cultura popolare, quel tipo di cultura che lui, venendo dalla parte sana del popolo, ci tiene a far sì che continui. Perché sono le cose in apparenza semplici quelle che meglio si ricordano e che ci aiutano a vivere meglio, le cose nate dai sentimenti della gente comune che finiscono molte volte per rivelarsi straordinarie, come un neonato che una volta adulto finirà per rivelarsi: o forse magari svelarsi, come una bellissima creatura d'eccezione. L'eccezione che Giulio Rapetti in arte - e che arte! - Mogol da tanti lustri rappresenta dando lustro all'astro della canzone di musica cosiddetta leggera.    
Antonio Mecca