INCONTRI DI SOLITUDINI IN BIBLIOTECA

Ciclo di conferenze sull’incomunicabilità e la solitudine, sperimentando tecniche di counseling nelle biblioteche rionali

Le biblioteche Tibaldi, Baggio, Fra Cristoforo nei giorni del 31 maggio (h. 20.30), 7 giugno ( h. 20.45), 9 giugno (h. 18.00) ospitano l’organizzatore di una serie di incontri sul tema “Incomunicabilità e Solitudine”, Marco Coviello, formatore e counselor con la partecipazione di Marinella Gandossi, counselor e fondatrice della Onlus ARAS, Gli Angeli restano in ascolto. Raggiunti a telefono hanno parlato così dei loro interventi :

Sull’incomunicabilità, Marina come mai questo argomento, pensi che ce ne sia bisogno?
Certamente, Milano è una città dove vivono molte persone sole, anziani in particolar modo, e dove è difficile comunicare, rompere il muro del silenzio. La chiusura nei propri problemi impedisce di aprirsi agli altri, all’incontro, a mettere in comune, a far conoscere le proprie emozioni, i propri stati d’animo. Per questo nel 2005 la mia sensibilità verso queste forme di disagio mi portarono a creare una Onlus, ARAS appunto, che fa dell’ascolto telefonico, dell’empatia, della accoglienza, del non giudizio il cardine della propria struttura. E il mio intervento vuole dare testimonianza di tanti casi che io insieme ai miei volontari abbiamo seguito e sostenuto in modo attento, con delicatezza e garbo per permettere a chi ci chiama di sentirsi accolto ed ascoltato nei suoi piccoli come grandi problemi. E per dire che si può uscire dalle proprie chiusure per sorridere alla vita.

Marco, gli incontri come si svolgono?
Ci sarà una breve presentazione della serata, Marina affronterà il tema della incomunicabilità che è causa di solitudine attraverso la sua esperienza con ARAS, dove ha raccolto narrazioni di vite, bisogni, desideri; poi interverrò io, parleremo di tutte le forme di solitudini, quelle per età, per l’uso non corretto dei media, per la mancanza di lavoro e infine lasceremo che sia la gente a chiedere, a raccontare le proprie esperienze di solitudine, a lasciarsi incuriosire, a provare su di sé anche delle tecniche di counseling che sicuramente sperimenteremo in presa diretta..

Facci un esempio
L’invito per tutti è quello di abbandonare per un attimo la nostra parte logico/razionale e attivare quella immaginativa, quella creativa dove le soluzioni ai problemi sperimentano vie alternative. Nei mio libro “Sette modi per pensare senza pensare. Come crescere e diventare se stessi ” ( ed. Aldenia) faccio leva sull’uso delle parole che creano emozioni e suggestioni, che catturano la coscienza per riscoprire la nostra interiorità. Non solo, ci sono tecniche della bioenergetica come il “focusing” che ci permettono di collocare, di individuare i nostri disagi facendo parlare il corpo e attraverso i processi che si attivano in esso  integrarli con quelli mentali per riuscire a sboccarci, a fluire verso nuove soluzioni, a reiventarci .
Giusi De Roma