Maam, approda in Comune il progetto che valorizza la maternità

Oggi il piccolo è strano, mangia e gioca poco, qualcosa non va, avrà la febbre. E ancora, la tutina che sto acquistando, gli va bene, ma cresce in fretta è meglio prenderla un po’ più grande. Oppure, oggi è stata con lui la nuova tata, ma sembra nervoso, forse non ha avuto con lui un approccio adeguato. Frammenti di quotidianità di una mamma o un papà, che fanno riferimento alla vita familiare, ma se si riflette attentamente, le suddette osservazioni non fanno altro che accrescere l’esperienza caratteriale dei genitori. Un bagaglio non di poco conto, che a volerlo prendere dall’ottica “esperienza lavoro”, accresce il cosiddetto “problem solving”, piuttosto che le capacità di “previsioni”, vedi piani lavoro. Insomma, la maternità e paternità, non fanno “perdere tempo” all’esperienza di lavoro, come erroneamente si pensava fino a qualche anno fa, al contrario, la genitorialità sviluppa, empatia, creatività e gestione del tempo, arricchisce la personalità, dando forza al carattere che può completare il curriculum lavorativo anziché svilirlo. Questo principio è alla base del progetto Maam, un programma digitale che fa diventare la nascita di un figlio un’opportunità di sviluppo di competenze trasversali utili anche all’attività lavorativa. Il programma prevede, training, esercizi, riflessioni, le aziende che hanno aderito propongono il percorso Maam ai collaboratori che stanno per diventare genitori. “Il Comune di Milano, - ha precisato Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro, attività produttive e Risorse Umane, - ha scelto di adottare questo progetto all’interno della strategia complessiva di formazione rivolta al personale dipendente. Il Comune con l’adesione di questo percorso di formazione rivolto in maniera privilegiata alle neo mamme e ai neo papà, vuole rovesciare, nel suo piccolo, un luogo comune che vede nella maternità un ostacolo invece che un'opportunità ai percorsi di carriera professionale”. Così, ancora una volta Milano apripista e capoluogo diventa il primo comune italiano che propone alle proprie dipendenti il programma digitale Maam e a trasformare la tradizionale visione della “conciliazione” vita-lavoro. Con questo progetto l’esperienza della genitorialità diventa occasione di allenamento per competenze soft utili anche nell’esercizio della professione: proprio quelle competenze più ricercate dal mondo del lavoro, come la gestione del tempo, l’empatia, la capacità di collaborare con gli altri, la creatività. Attualmente la forza lavoro del comune è di 15mila dipendenti, tra questi 155 sono in maternità con bambini nella fascia d’età da 0-3 anni. “Un piccolo contingente - conclude Tajani - col quale attivare questo percorso e garantire servizi migliori al cittadino”.  All’ombra della Madonnina la percentuale di donne al lavoro è la più alta d’Italia con il 65% delle residenti in città tra i 20 e i 64 anni, come rivelano i dati della ricerca “A Milano il lavoro è donna” di EQuIPE 2020.  Milano, sempre secondo la ricerca, supera la media europea che si ferma al 60,4% e quella italiana è ferma al 47,2% . Tuttavia, parlando della possibilità di fare carriera emerge una sostanziale differenza tra la quota dei dirigenti maschi (4,9%) decisamente superiore a quella delle donne (1,4%), appare, inoltre lampante quanto sia difficile per le donne lavoratrici mettere su famiglia: le residenti a Milano tra i 20 e i 64 anni, sia italiane (55,1%), sia straniere (51,3%) non vive in un proprio nucleo familiare con figli, ossia non vive in coppia o come monogenitore con figli propri conviventi. Secondo un’indagine condotta dai responsabili di Maam la genitorialità è una palestra naturale di sviluppo di soft skills e oltre 2.000, tra neo mamme e papà, hanno restituito una fotografia precisa su quelle raggiunte: in cima alla classifica, la delega (35%), seguita da gestione del tempo (+31%), la comunicazione (+25%), il networking (+23%), la capacità di decisione (+22%), l’intelligenza emotiva (+19%). Unipol,  Poste Italiane, A2A, Unicredit, Luxottica, sono solo alcune delle 25 aziende che in meno di due anni hanno aderito al progetto comprendendone le potenzialità e valorizzando così il capitale umano.

Manuelita Lupo