Sanantonio

Porta il nome di un santo ma non è un santo: San-Antonio, nom de plume del francese Frédéric Dard, nato a Jallieu non lontano da Lione nell'invece lontano 29 giugno 1929 (anno di grande crisi finanziaria ma non di crisi relativa alla bravura degli scrittori) è stato un grande scrittore la cui fama è andata lievitando di decennio in decennio a partire dalla fine degli anni '40 fino all'inizio dell'anno 2000, componendo una torta a più strati composta di golosità quali: azione, umorismo, filosofia, sesso. San-Antonio: da noi scritto per intero come Sanantonio, sbarca in Italia presso la casa editrice milanese Mondadori il primo luglio 1970, nella collana mensile tutta a lui dedicata con il romanzo "La gioconda in blu", edito in Francia nel 1954 con il titolo originario di "Passez-moi la Joconde". Il successo iniziale si ripeterà per molti anni a venire, permettendo al personaggio del commissario Sanantonio di restare mensilmente in edicola per ben 13 anni, fino al completo esaurimento dei suoi passati romanzi che all'epoca: 1983, avevano già superato i cento titoli. La miscela messa a punto da questo originale scrittore dalla fantasia geniale, consta di trame ben congegnate, azione continua intesa non soltanto come sparatorie e scazzottate bensì come passaggi di scena che consentono l'apparizione di nuovi personaggi e nuovi scenari, il tutto condito da uno stile all'americana composto di battute, similitudini, movimenti. Ciononostante la filosofia di fondo è tipicamente francese, e nel leggere queste storie di Dard-Sanantonio ci si immerge nella società francese imparando - se non proprio ad amarla - a conoscere luoghi e persone di un Paese bello e affascinante. San-Antonio appare nel 1949 e scompare nel 2000, quando: il 6 giugno di quell'anno, il suo creatore muore all'età di 78 anni. La serie verrà poi continuata dal figlio Patrice, nato come persona nel 1944, come scrittore nel 1972 e come nuovo San-Antonio nel 2001. Un po' come la saga dell'Uomo Mascherato, il cui eroe invecchiando cede calzamaglia e mascherina al proprio figlio, creando una sorta di eroe immortale. Qui però la differenza sta nel fatto che il figlio non ha indossato la maschera e per fortuna neanche la calzamaglia!, firmando anzi col proprio nome e cognome le nuove avventure di San-Antonio. La differenza rispetto allo stile del padre sta nella minore dose di situazioni pruriginose le quali con il padre spesso oltrepassavano il confine con il pornografico, nonché in una più ridotta dose di apparizioni annuali. Non più i quattro-cinque romanzi scritti da Frédéric Dard fino a poco tempo prima della morte, bensì solo uno o due volumi l'anno. Da noi del primo Sanantonio sono ancora inediti ben 61 romanzi, praticamente quasi tutta la sua produzione a partire dal 1983. Ed è un peccato, perché al di là di certe esagerazioni che non certo tutti digeriscono, la mistura di poliziesco-spionistico di cui sono composte è di sicuro intrigante così come piacevoli sono le descrizioni di luoghi e ambienti e persone dall'autore scritte. Uomo solitario e schivo, Frédéric Dard amava l'Italia e vi soggiornò molte volte; dapprima con Odette, sua prima moglie, e poi con Francoise, sua seconda consorte. La sua formidabile mente gli faceva vivere avventure o più semplicemente lo faceva vivere mentre era intento a scriverle. Era un po' come se officiasse una messa: la messa a punto delle sue storie che - con i 184 romanzi della serie - rappresentano quasi una storia infinita il cui universo da lui celebrato ci rende, ogni volta che vi approdiamo, il soggiorno piacevole, dando l'impressione che in quell'esistenza parallela, dove alla fine tutto torna tranquillo come un mare dopo una tempesta, torneranno anche la calma e la piacevolezza che l'esistenza - seppur non sempre - spesso comporta.
Antonio Mecca