QUANDO LA SCUOLA APRE AL TERRITORIO

“La cultura può fare da collante“, così la ricercatrice del Politecnico Alessandra Marsiglia osserva “Abbiamo subito capito le potenzialità della scuola di Musocco e del tessuto connettivo sottostante, bisognava solo attivarlo”.

È nella periferia nord di Milano, vicino a Quarto Oggiaro la scuola primaria e media di via Sapri, a Musocco, diventata un luogo d’incontro per gli abitanti del quartiere in una zona in cui i rapporti umani sono sempre più frammentati. Un gruppo di ex insegnanti e studenti hanno trasformato un magazzino in biblioteca aperta a tutti. E così la scuola non chiude fino a mezzanotte ed anche la palestra grazie ai genitori che si sono offerti volontari per fare da guardiani. Accanto alle presentazioni di libri e a incontri fra editori e autori, vengono allestite mostre, tenuti laboratori di musica popolare e di lavorazione della creta, corsi per aiutare gli studenti nella dispersione scolastica.

La biblioteca, allestita con materiale di recupero, è nata da un incontro casuale tra il preside Angelo Lucio Rossi e un pensionato che voleva disfarsi di circa cinquemila libri. Non sapeva dove metterli. Il dirigente scolastico si è attivato, chiedendo in giro ad associazioni, a chiunque potesse aiutarlo a creare un ambiente adatto ad accoglierli e così sono arrivate le prime donazioni non solo da parte dei residenti ma anche da Fondazione Cariplo e dagli studiosi del progetto dl Politecnico Catullo va in città. In breve tempo la biblioteca ha iniziato a riempirsi di libri, di generi e lingue diverse, ha cominciato a vivere e con essa gli abitanti del quartiere. “È un modo per avvicinare e fare convergere l’utenza variegata di questa zona, con alunni di quindici Paesi diversi“, spiega il dirigente scolastico e per creare quella sana abitudine alla lettura.

Giusi De Roma