RIAPERTURA DEI NAVIGLI? Si... ma...

Sento molto parlare di un progetto che riguarda la possibile prossima apertura di alcuni dei tratti più suggestivi dei nostri antichi navigli. La prima idea che mi viene in mente è “che meraviglia!”

Quante volte ho narrato ai lettori che mi seguono nelle visite come poteva essere bella la nostra città attraversata da ben cinque fiumi importanti e una volta navigabili (Seveso, Nirone, Lambro, Molgora e Olona) più il Ticino e l'Adda attraverso il Naviglio e la Martesana, per non parlare di tutte le rogge e i fontanili che intersecavano il nostro territorio rendendolo fertile e pescoso. Abbiamo seguito insieme le tracce di questi corsi d'acqua e quante volte ho detto “guardate che state camminando sul Nirone piuttosto che sull'Olona.

Ho sempre pensato che - per una città - la presenza dell'acqua è un elemento di grande fascino, basta pensare al successo della Darsena dove mi trovavo proprio l'altra sera a godermi una fantastica brezza con la visione di uno splendido tramonto ma... A parte il fatto che ritengo che Milano abbia delle priorità molto più urgenti dove sarebbe saggio investire, bonifica dei parchi soprattutto quelli centrali come in Largo Marinai d'Italia ridotto a una latrina malsana e pericolosa, dove i bambini giocano in mezzo agli escrementi e non solo di cani.

Penso alla riqualificazione delle case popolari, in alcune zone sempre più squallide e fatiscenti. Inoltre se non si mette in atto un'incisiva campagna di rieducazione dei cittadini italiani e non, mi chiedo nel giro di poche settimane come sarebbero ridotti i famosi navigli. Lungo i marciapiedi facciamo lo slalom tra le deiezioni dei cani, che ancora non hanno padroni sufficientemente educati da raccoglierle nonostante i ripetuti appelli. Nei parchi - e non solo - bottiglie di vetro abbandonate, mozziconi di sigarette ovunque, a poco è servita la legge istituita da non so più quale ministro se non c'è controllo e certezza di una multa. E qui veniamo al solito punto dolente… ma dove sono i vigili? Continuo a sentire parlare di assunzioni di nuove unità, ma in giro non si vede nessuno. Forse data la situazione hanno paura a lasciare gli uffici, ma non possiamo andare avanti così. Dobbiamo imparare tutti a tenere da conto la nostra bella città e se per ottenere questo ambito risultato sarà necessaria qualche punizione forse è ora di metterla in atto. Solo a questo punto si potrà pensare di riaprire i nostri bei Navigli a patto che non diventino una fogna a cielo aperto, che è stato anche uno dei motivi per i quali erano stati tombati prima nel 1929 e poi verso la fine degli anni '60.


Albertina Fancetti