Un nuovo romanticismo ci salverà.

“Milan col coeur in man”. Questo si diceva un tempo della nostra città e, per fortuna, corrisponde ancora in parte a verità. Ma senza compiaciuti pessimismi e scevri da miopi ottimismi, il motto che ci ha fatto conoscere in tutto il resto del paese sta pian piano svanendo come gesso su una lavagna. Complici l’incertezza, la paura, l’ignoranza e le nuove tecnologie, ognuno di noi si sta isolando sempre di più, riducendo all'osso i rapporti umani e quando trasformi il tuo prossimo in un estraneo potenzialmente pericoloso, la diffidenza si fa strada subdolamente. Individualismo e cinismo pare ci facciano sentire meglio, più forti: “se il mondo è cattivo allora lo sarò anch'io”, una frase che mi sono sentito ripetere fino alla nausea da non so più quante persone. Una sconfitta personale, dato che ci adegua a una realtà non di nostro gradimento.
Poco tempo addietro ho ceduto il mio posto su un autobus a una signora: un gesto banale e per nulla degno di nota ma che è stato molto apprezzato perché mi è stato fatto notare che la gente, non è che sia diventata più maleducata. Semplicemente, non alzando mai lo sguardo dai propri telefoni, non vede ciò che la circonda; non nota più le altre persone.
Un ulteriore elemento di preoccupazione è la crescente aggressività: immotivata, ingiustificata e scaturita spesso da futili motivi: un esempio per chiarirsi. Siamo in quattro, pronti ad attraversare sulle strisce pedonali. In lontananza si intravede uno scooter e timidamente ci facciamo avanti. In tutta risposta, il guidatore accelera sempre di più e siamo costretti a fermarci nel mezzo della carreggiata per non essere investiti. Ovviamente, i presenti non lesinano parole poco lusinghiere nei confronti del centauro il quale, una volta giunto alla nostra altezza, si volta verso di noi e ci sputa addosso ma siccome sta viaggiando ben oltre i 50 km orari, lo sputo gli torna in faccia: quando si dice karma istantaneo.
A Milano, inutile nasconderlo, la spregiudicatezza ha fatto scuola in molti ambiti ma era sempre controbilanciata dall'altruismo e dall'educazione mentre adesso la bilancia pende in maniera preoccupante dal lato sbagliato. Mi è difficile prevedere il futuro anche se gli indizi non sono certo entusiasmanti ma l’amore sincero, incondizionato e, essendo vero amore, sempre irrazionale, per la nostra città mi spinge a esternare le mie preoccupazioni. Questo nuovo modus vivendi, farcito di egoismo e menefreghismo non rende la gente migliore o più serena: tutt'altro. Molti sono ancora più infelici nonostante ostentino sicurezza.
Il cinismo e l’indifferenza imperanti ci stanno conducendo su una strada molto pericolosa e solo un nuovo romanticismo potrà salvarci. Ma bisogna farlo uscire dall'ombra e, soprattutto, non vergognarsene perché empatia e sensibilità non sono debolezze come in molti sostengono. La vera debolezza consiste nel trasformare se stessi in un mondo che solo fino a un attimo prima consideravamo iniquo.                                                                                 
                                                                                                                                                                                                                   Riccardo Rossetti