Mantegna dialoga nella Brera che si rinnova

A Brera, dal 16 giugno al 25 settembre, secondo straordinario dialogo tra capolavori: Il Cristo morto di Andrea Mantegna, icona del Rinascimento e opera simbolo della Pinacoteca, fianco a fianco per la prima volta con Il Cristo morto del 1583-1585 di Annibale Carracci, dalla Staatsgalerie di Stoccarda, e con quello del 1615 di Orazio Borgianni, dalla Galleria Spada di Roma.

Dopo il confronto tra gli Sposalizi della Vergine di Raffaello e Perugino, prosegue la diversa impostazione voluta dal nuovo Direttore, James M. Bradburne di creare dialoghi con i propri capolavori attraverso singoli prestiti (e tra i vari musei). Quella che stiamo realizzando a Brera è una rivoluzione copernicana in cui al centro del nostro mondo c’è il visitatore e non l’istituzione spiega Bradburne che, col suo staff, vuole rimettere Brera al  centro della città, quale propulsore di cultura, e luogo in cui si costruisce il presente, che il museo contamina col passato”. Il museo non è tempo libero, ma tempo impegnato.
Per stimolare a guardare con occhi diversi i dipinti, oltre al riallestimento del Cristo morto (dopo quello di Olmi), sono state ripensate le  sale fino alla VII: nuovi testi di sala, didascalie più articolate, illuminazione e colore delle pareti rinnovati, e un percorso più chiaro, cronologico, che parte (con una vetrata) dal '300 e conduce il visitatore davanti al Mantegna, ricollocato nel suo tempo e al centro della galleria, dove si confronta con i  suoi ospiti.
Il Cristo morto, dotato di forza espressiva e al tempo stesso di compostezza severa, ebbe una notevole fortuna tra Cinquecento e Seicento, per la sua forte valenza sperimentale, documentata anche dal dipinto del Carracci, che si caratterizza per il crudo realismo, quasi ‘macabro’, e un arditissimo scorcio del corpo di Cristo in primo piano, un virtuosismo che testimonia il tentativo di mettersi audacemente in gara con il modello.  Il dipinto del Borgianni invece si distingue per il contenuto emotivo “caravaggesco”. Ad ammirarli in anteprima sono stati invitati tassisti, portieri degli hotel e guide turistiche: gli “ambasciatori” delle bellezze della Pinacoteca. Altre “conversazioni” sono previste, mentre nel museo si susseguono le novità: da ottobre il ripristino dell'entrata centrale, la caffetteria, e una maggiore visibilità dei quadri, sia del retro di alcuni sia di quelli dei depositi o del restauro.           
Tutto il museo si fa più fruibile per il pubblico, chiamato a esprimere una valutazione per questa “Brera a occhi aperti”, nuovo logo, nel nuovo sito www.Pinacotecabrera.org.
Grazia De Benedetti