Il noir s’addice alla zona

Zona 4 - Tra le serate di questo mese culturale, quella del 30 settembre, dedicata ai libri gialli, ha messo in risalto una particolare qualità della nostra zona: di essere tra le preferite per ambientare un thriller.

“E’ una zona molto viva ed estesa, che raccoglie sia il centro città sia la periferia”. Ha detto lo scrittore Andrea Ferrari, che non vi abita, ma lavora in Corvetto, dove ha ambientato, ma anche a Ponte Lambro, il suo terzo libro: “Sono periferie dure, che però hanno anche una grande potenza, con lati oscuri e altri positivi e una bella umanità. Lavorando al Corvetto, vedo la criminalità delle varie etnie, ma i giri grossi sono tuttora in mano a storiche famiglie italiane”.

Come Ferrari, Adele Marini, che abita dalle parti di corso Lodi, ha raccontato l’Ortomercato, dove Sogemi attira gli interessi di vari gruppi criminali, ma ci sono anche “aree di nessuno”, come dietro lo scalo Romana,  riferimento di un giro di prostituzione: “Io giro molto, ma non succede niente. Questo significa che c’è la gestione della grossa criminalità, la quale preferisce strade tranquille”. Affermazioni inquietanti, ma il crimine esiste da sempre, specie in una città come la nostra.

Massimo Cassani e Paolo Roversi ambientano i loro noir in altri quartieri della città, come Porta Venezia, per raccontare piccole storie, che attingono dalla realtà e fanno pensare.

Grazia De Benedetti