Gente del Giambellino

Una settimana di memoria della prima periferia milanese

La storica “Villetta” della Fabbrica Osram è diventata sede di uno spazio culturale della Zona 6, da qualche anno. Il Consiglio di zona, pur nelle ristrettezze economiche, ha investito molto per farne un luogo di cultura e di riaggregazione sociale. Un lavoro molto difficile, se si pensa alla disgregazione sociale alimentata in quest’ultimo ventennio. Lentamente il Seicentro è diventato luogo d’incontro per cittadini che iniziano a risvegliarsi dal torpore della solitudine e delle relazioni sociali. “Gente del Giambellino” è l’evento che ha animato il “Seicentro”, in piazza Berlinguer, nell’ultima settimana di novembre. L’idea e il progetto l’ha realizzato Roberto Sironi, con la sua Associazione culturale “Un artista in bicicletta”, che si definisce  “Giambelliners”. Musicista, pittore è un vero artista, nato, cresciuto e tutt’ora abitante in questo quartiere. E’ un personaggio molto schivo. Non si dà arie da grande. E’ riuscito a sensibilizzare altri cittadini del Giambellino. Ha realizzato una settimana d’incontri che ha passato in rassegna il Giambellino degli anni 1930/50, anche con una ricostruzione storica di quegli anni con foto di persone tutt’ora viventi. Si è parlato, però, soprattutto di temi attuali: Lingua locale, identità e integrazione, dei linguaggi del Giambellino e dei Giambelliners attuali. Hanno animato i dibattiti di questa settimana: Piero Dragan, Luana Bernardeschi, Elisabetta Mascazzini,  Andrea Vanni, Rita Barbieri,  Gabriele Rabaiotti, Nora Luardi, don Renzo,.Per l’occasione Roberto Sironi ha realizzato una mostra di pittura dedicata: “Gente del Giambellino”. Sono quadri di personaggi della sua fantasia storica. Colpiscono le sue figure impressionistiche, sembrano fantasmi di quel Giambellino, primo quartiere di quella Milano, delle cosiddette “Periferie” milanesi. Alcune sembrano voler fuggire, altri s’intravvedono in quelle nebbie che avvolgevano le vie e le case dei “Giambelliners”, di quegli anni. Un particolare colpisce ancora: alcune di queste figure  sono realizzate sul retro dei biglietti del tram. Roberto Sironi è un artista che, come altri, ha vagato per il continente europeo. Gli piace vedere le somiglianze tra “Le genti di Dublino di James Joice e “Le genti del Giambellino”. Dice: “I Giambelliners come i Dubliners: assoluti protagonisti di grande cultura popolare! Entrambi sono la prova di una nobiltà sfilata su grandi palcoscenici della vita, laggiù, dove la vita è arida e difficile, incontenibile e squallida, ma anche generosa e invitante, fascinosa ed insanziabile. Laggiù. Dove nulla è scontato e tutto è raggiungibile con un solo sguardo, quello della fantasia. I Giambelliners come i Dubliners passeggiano nella fantasia degli altri in una prosa di altri tempi, dove lo stile supera la trama e la realtà diventa fantasia!”  La settimana del Giambellino, Roberto Sironi l’ha conclusa con un concerto di canzoni ch’egli definisce “in lingua milanese”.
In un’epoca storica di profondi malesseri, ricominciare a ricreare relazioni umane, vecchie e nuove, può aiutarci a recuperare la speranza di poter  vivere in un mondo dove gli uomini e le donne globalizzati cercano di esprimersi in una nuova “Sinfonia del nuovo mondo”.
Nicola Di Biase

Gl’interssati all’approfondimento possono visitare i siti: 
www.facebook.com/GenteDelGiambellino(pagina ufficiale FB Gente del Giambellino)
Gent del Giambellin

di Roberto Sironi

Gh’è la nev in de la strada
E mi gh’hoo i pee gelà!
El Giambellin l’è una giazzada
E la gent la resta in cà!

E gh’hoo fregg in fond al coeur
Ma mi devi camminà...
Passa un tram... Quaivun el moeur
Inciodà a quàtter ass!

Gh’è la nev su la memoria
E mi gh’hoo i penser gelà!
El Giambellin l’è un’altra storia
Roba de gàtt e de malnàtt!..

E mi sont chi insèma ai sass!!
Come un zingher su quàtter ass!
Passa un tram... Quaivun el nass
In d’un Natal in mezz ai sass!