LA COLLEZIONE ETNOGRAFICA PERMANENTE DEL MUDEC RESTA GRATUITA FINO A FINE ANNO

Visto il grande successo dell’offerta complessiva del MUDEC dalla sua apertura, il Comune di Milano ha deciso di mantenere le medesime modalità di accesso al Museo rinnovando la gratuità del biglietto d’ingresso alla propria collezione permanente, cuore e identità del Museo delle Culture. Sarà possibile visitare gratuitamente le quattro sale della Collezione Permanente al primo piano del Museo ancora fino al 31 dicembre 2017. La decisione di continuare a rendere accessibile a tutti gratuitamente questo patrimonio artistico-etnografico di estremo valore e importanza per la città di Milano è coerente con il messaggio di spirito di apertura verso la comunità che il Comune ha voluto dare fin dall’inizio, nel 2015, quando i molti nuclei delle Raccolte che compongono la Collezione del MUDEC diventarono un percorso espositivo ricco di oltre 200 oggetti, organico e ragionato, che propone una collezione etnografica completamente restaurata.

Negli anni, alla collezione permanente si sono affiancate mostre temporanee che hanno valorizzato ulteriormente il patrimonio museale. Anche per l’autunno 2017 la programmazione del MUDEC darà ampio spazio a una parte della collezione permanente solitamente conservata nei depositi museali. Grazie infatti alla mostra “Eravamo cacciatori di teste. Riti, vita e arte delle popolazioni Asmat” nello spazio “Focus” saranno esposti al pubblico gli oggetti e le opere d’arte provenienti dalla provincia Papua dell’Indonesia appartenenti alla collezione Leigheb-Fiore, acquisita dal Mudec nel 2015, e quelli della Collezione Fardella-Azzaroli, in comodato presso il Museo. Inoltre una selezione di opere, provenienti da tutto il mondo e recentemente donate o acquisite dal Comune, sarà esposta in un nuovo spazio dedicato ai mecenati del museo. Entrambe le esposizioni inaugureranno martedì 26 settembre e saranno aperte al pubblico dal 27 settembre. Motivo in più, per chi non l’avesse ancora fatto, di visitare le civiche raccolte etnografiche del MUDEC, patrimonio della nostra città, e di conoscere un momento così importante e unico della storia del collezionismo meneghino.

GIUSI DE ROMA