RICORDI

Sergio Bernasconi e via Luigi Ornato

Ripercorrere le vie del cuore di Niguarda con Sergio Bernasconi è sempre un tuffo nella storia urbanistica e sociale di un Comune che fu inglobato a Milano all'inizio del 1900. Qualsiasi linea di fuga si prende in considerazione, dai pali per la distribuzione dell'energia elettrica, dai basamenti delle costruzioni, dalle grondaie o dai tetti, sempre Bernasconi ci trasporta nella dimensione storica e ci fa cogliere il processo di trasformazione avvenuto nel tempo.

Così indicandomi la Casa Rizzi, all'inizio di via Luigi Ornato angolo via Passerini, in particolare dove oggi, i due locali sono occupati dall'Oreficeria Cislaghi, mi informa che fu una delle prime case costruite sul lato destro nella prima metà del 1800, dando vita alla circonvallazione esterna del borgo Niguarda sviluppatosi intorno alla Chiesa. L'attuale via Ornato, allora via Giuseppe Garibaldi, all'inizio era solo la via Postale che arrivava da Milano e che successivamente verrà attraversata dalla prima via ferrotranviaria per Carate Brianza.

Con l'arrivo dell'elettricità a Niguarda, sarà valorizzato anche il lato sinistro di via Ornato dove sorse la prima costruzione al n.7, nel 1894, per volontà dei soci della appena costituita e benemerita Cooperativa Edificatrice, a proprietà indivisa, di Niguarda. L'arrivo del treno rese necessario un rafforzamento del ponte sul Seveso, all'altezza dello storico Bar Ginetta. Più avanti, verso Bresso, sul lato sinistro ancora resiste la costruzione più antica di Niguarda, l'Ostificio della parrocchia di Niguarda che serviva anche parrocchie di Milamo. Di fronte via Palanzone, allora chiamata via del Calzificio Santagostino e più in là i grandi stabilimenti dei primi del 1900, in particolare la Pirelli Bicocca.

Niguarda divenne polo di attrazione per centinaia di famiglie immigrate dalla Bassa Lodigiana attirate dalle opportunità di lavoro. E così, i 2.456 niguardesi del 1881 divennero 4.620 nel 1911 e 7.696 nel 1921.

 

Antonio Masi