DA CHIAMAMILANO - NAVIGLI, VERSO LA FINE DEL DIBATTITO

Il bilancio dopo un mese e mezzo di dibattito pubblico sulla riapertura dei Navigli: dati sulla partecipazione e temi emersi

È trascorso quasi un mese e mezzo dall’11 giugno scorso, data dell’avvio ufficiale del cosiddetto “dibattito pubblico” sulla riapertura dei Navigli Milanesi.
Durante questo periodo, tra numerose proposte e qualche incertezza, le consultazioni hanno toccato tutte le 5 tratte interessate dal progetto, in una serie di incontri a cui, nella giornata di ieri 24 luglio, è stato poi aggiunto un appuntamento straordinario in Sala Alessi, Palazzo Marino, per approfondire il rapporto tra costi e benefici dell’opera, più volte emerso nelle settimane precedenti. Le consultazioni termineranno ufficialmente il 30 luglio 208, ma il mese di agosto sarà fondamentale per il responsabile, Andrea Pillon, che dovrà realizzare il riepilogo conclusivo.Quello milanese, occorre ricordarlo, è stato il primo esperimento in Italia ispirato al modello francese del Debàt Public, e si è tenuto proprio in concomitanza con l’approvazione definitiva del decreto attuativo, che trasforma questo procedimento in legge anche nell’ordinamento italiano (pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore dal 24 agosto).
Giunti a questo punto è possibile iniziare a tracciare un bilancio parziale del dibattito, come hanno provato a fare durante l’incontro riepilogativo siail responsabile Pillon, sia gli assessori Marco Granelli (Mobilità e ambiente) e Lorenzo Lipparini (Partecipazione). In generale, il clima è apparso di grande soddisfazione e sicuramente l’affluenza registrata durante i vari incontri è un segnale positivo per il futuro del Dibattito Pubblico. Nonostante la calura estiva, sono state sempre cifre a due zeri quelle dei cittadini accorsi ad esprimere il loro parere sulla riapertura dei Navigli negli incontri finora promossi dall’amministrazione, ai quali vanno aggiunte altre 11 consultazioni volontarie, organizzate da associazioni di categoria o ambientaliste (ed anche in questi casi la partecipazione è stata elevata).
Il tema si è dimostrato, d’altra parte, molto sentito: se certo i numeri non bastano a renderne conto, eccone qualcuno per dare un’idea. Sono state 63mila le interazioni sui social, 422mila gli utenti in particolare sul primo post sull'evento di avvio; 95 gli articoli usciti sulle maggiori testate con approfondimenti dedicati ai singoli incontri; 18mila gli utenti che hanno raggiunto il sito dedicato, 3.82 le pagine vista per ogni utente, 3000 le persone che sono andate a guardare il dossier di progetto; sono poi 189 le e-mail giunte all’amministrazione e 22 i quaderni degli attori presentati, finalizzati a suggerire modifiche o a migliorare il progetto di fattibilità tecnica della riapertura. Un altro aspetto interessante riportato da Pillon è la grande quantità di brevi osservazioni pervenute durante le consultazioni, le quali saranno raccolte in un documento a parte. Queste segnalano la volontà dei milanesi di prendere una posizione, seppur in modo conciso, sulla materia del Dibattito.Quali sono dunque i temi che hanno maggiormente mobilitato l’opinione pubblica nelle ultime settimane? Sicuramente la questione principale è quella relativa alla viabilità. Il progetto è difatti destinato a modificare in modo radicale la mobilità di alcune zone del capoluogo lombardo, determinando numerosi cambiamenti nella quotidianità dei cittadini. A coloro che invocano un cambiamento graduale, Granelli ha risposto che “Il progetto Navigli è parte integrante della programmazione per la città che il Consiglio comunale sta adottando e s’inserisce nella visione di una Milano che vuole crescere, anche in senso internazionale e europeo, soprattutto da un punto di vista della mobilità e degli spazi urbani”. Il recupero del passato, incentivato dal progetto, sarà utile secondo l’assessore a fare un importante passo verso il futuro. La costruzione della linea M4 e lo sviluppo di percorsi ciclopedonali dovrebbero infatti condurre ad una mobilità più sostenibile.
Altri temi fortemente sentiti dalla popolazione sono quelli del decoro, della sicurezza, e della manutenzione degli spazi pubblici. Preoccupazioni queste mutuate dagli esempi non sempre positivi di movida nella zona della Darsena.
Ad una pressoché totale adesione alla riconnessione idraulica, si contrappone poi un’accesa discussione sulla navigabilità complessiva delle 5 tratte. Se una parte della popolazione, molto sensibile ai temi ambientali, spinge per la riapertura totale, altrettanti cittadini dimostrano alcuni dubbi o, in certi casi, una ferma contrarietà per i timori sopra elencati.Resta da capire in quale modo i contributi elaborati in questo mese saranno utilizzati nei prossimi mesi dalla Giunta comunale, anche se per adesso il bilancio del dibattito sembra positivo.
“I numeri di queste 7-8 settimane di attività ci raccontano di una partecipazione densa, capillare ed efficace” ha commentato con orgoglio Lipparini, aggiungendo l’importanza del “contributo informato”, fornito dai cittadini, che sono intervenuti nel Dibattito con osservazioni e progetti di qualità.  “È l’obiettivo che ci eravamo dati: non ci stiamo più confrontando su un’ipotesi generale, ma su un progetto di fattibilità tecnica preciso. Quindi è stato importante che chi ha partecipato alla discussione lo conoscesse nel dettaglio”.
Escludendo coloro che sin dai primi scambi hanno espresso forti perplessità nei confronti del Dibattito, l’esperimento sembra andato a buon termine per la maggior parte della cittadinanza, tanto che alcuni invocano addirittura l’organizzazione di “tavoli di discussione per le periferie”, simili ai gruppi dei precedenti incontri.  Secondo alcuni, proprio questo metodo di dibattito avrebbe permesso di supplire alle spiegazioni talvolta molto tecniche dell’amministrazione, lamentate da una fetta dei partecipanti.
Le maggiori obiezioni riguardano il mancato coinvolgimento degli abitanti delle periferie, in quanto il progetto di riapertura dei Navigli riguarda l’assetto futuro dell’intera città. Potenzialmente il Dibattito Pubblico potrebbe infatti rivelarsi una grande occasione per la democrazia, dunque esso non dovrebbe essere rivolto soltanto alla minoranza preparata dei residenti del centro storico, che sarà direttamente toccata nella quotidianità dal progetto.
Altro neo registrato da alcuni cittadini, a fronte dei dati riferiti in termini di social media, è la bassa partecipazione giovanile alla consultazione. Se pure buona parte dei contribuenti fiscali (dunque di coloro che saranno in parte finanziatori del progetto) abbia un’età superiore ai 30 anni, è altrettanto vero che trattandosi di un piano per una Milano futura, sarebbe importante coinvolgere In modo attivo coloro che la abiteranno. Tale mancanza è stata in parte compensata dalla partecipazione attiva del Politecnico di Milano che, coinvolgendo esperti, docenti e alcuni studenti, ha fornito un contributo molto interessante al progetto.
In conclusione, si auspica che le buone basi poste per il Dibattito milanese possano rafforzarsi ed evolvere in un esempio per il panorama italiano, che si avvicina in questo periodo alla procedura.

Giorgia Colucci