AL BANDO LE POVERTÀ!

DA CHIAMAMILANO

Un bando per sostenere le famiglie dei minori in condizioni di povertà, nell’ambito del programma QuBì

Tutto ha avuto origine da una “fotografia” dei beneficiari di interventi pubblici di contrasto alla povertà: grazie all’incrocio dei dati di 21 diversi database relativi ad altrettante misure di trasferimento monetario, è emerso che sono 9.433 le famiglie con almeno un figlio minore che nel 2016 hanno ricevuto un sostegno economico, per un totale di 19.703 minori (circa 1 su 10). Partendo da questo dato, i soggetti coinvolti puntano a stabilire se ci sono famiglie con figli minori che non ricevono alcun aiuto e che quindi sono più a rischio e a fare un’analisi delle risposte che le tante realtà del terzo settore concorrono a dare, al fine di creare un sistema sinergico in cui le singole realtà si parlino fra loro e individuino gli interventi più urgenti a partire da 20 quartieri più fragili della città, individuati grazie all’analisi dei dati e a un confronto con i servizi sociali territoriali.

E’ così che si rafforza, grazie al programma QuBì, l’alleanza tra Comune di Milano e Terzo Settore per aiutare le famiglie con minori in condizioni di povertà. Le realtà promotrici di QuBì, la ricetta contro la povertà infantile promossa da Fondazione Cariplo con il sostegno di Fondazione Peppino Vismara, Intesa Sanpaolo e Fondazione Fiera Milano che punta ad attivare una serie di interventi per contrastare la povertà in città, stanno lavorando, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali, alla pubblicazione, entro aprile 2018, di un bando destinato al Terzo Settore cittadino. L’obiettivo di “Al bando le povertà!” – questo il nome scelto per l’iniziativa presentata nell’ambito del settimo Forum delle Politiche Sociali - è quello di accrescere la capacità degli attori territoriali di fare rete e di costruire un sistema che possa rispondere in modo più efficace ai bisogni degli oltre 20mila minori che vivono in condizioni di povertà e delle loro famiglie.

L’iniziativa è pensata come uno strumento in più fasi: nella prima si raccoglieranno le adesioni e le idee del terzo settore. Seguirà un percorso di progettazione accompagnata con la partecipazione dei servizi sociali comunali e, in conclusione, QuBì finanzierà le proposte presentate dalle reti. “Milano non può essere una città a doppie velocità, soprattutto se pensiamo ai più di 20mila minori che vivono in povertà che rinunciano a qualcosa ogni giorno, fino ad arrivare a non avere una adeguata alimentazione”, afferma il Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti: “Le risposte attive in città sono tante ma dobbiamo darci un obiettivo comune, come pubblico e privato sociale, e mettere le povertà al bando!”. “QuBì – prosegue - è un programma che, con la collaborazione di tanti, vuole scrivere una ricetta per aiutare le famiglie a uscire dalla povertà: partiamo dagli ingredienti che già ci sono, dalla Milano del sociale, e con Al bando le Povertà! l’obiettivo è trovare soluzioni comunitarie e sostenibili”.
"Siamo di fronte ad un salto di qualità molto importante. Al Rei e alle misure messe in campo da Milano, il Comune d’Italia che più investe contro la povertà e la grave emarginazione – siamo passati dai 17,6 milioni del 2009 ai 38 del 2018 -, si aggiunge questa bellissima occasione offertaci dalla società milanese e fortemente voluta e implementata dalla fondazione Cariplo. Abbiamo un obiettivo enorme: nessun bambino milanese deve restare escluso". Lo dichiara l’assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti, Pierfrancesco Majorino.
Il programma QuBì ad oggi ha una disponibilità di 20,3 milioni di euro, di cui dodici messi a disposizione da Fondazione Cariplo, cinque da Fondazione Vismara, tre da Intesa Sanpaolo e trecentomila da Fondazione Fiera Milano. I promotori, però, si sono posti l’obiettivo di aggregare, grazie al coinvolgimento di altre aziende e al crowfunding cittadino, altri 4,7 milioni di euro per arrivare a un budget complessivo di 25 milioni nel triennio 2018-2020.
La costruzione di un sistema simile in cui pubblico e privato collaborano per contrastare la povertà agevolerà inoltre l’attuazione concreta del Rei, la prima misura nazionale di contrasto alla povertà che, accanto al sostegno economico, prevede di avviare percorsi di inclusione sociale e lavorativa.