LA “CULLA DELLA VITA” INUTILIZZABILE DA 7 ANNI

Può salvare neonati, interrogazione in consiglio regionale

“Non è più in funzione da sette anni la “culla della vita” dell’ospedale Predabissi di Vizzolo: troppo tempo è passato e troppo importante è il suo utilizzo per aspettare ancora, per questo presenterò un’interrogazione all’assessore Gallera in Consiglio regionale, affinché si adoperi per la risoluzione del caso. La culla che può accogliere in piena sicurezza e nel totale anonimato un neonato abbandonato era stata donata nel 2009 all’ospedale dalla onlus “Corti G. & Rossi P. Fede, scienza e impegno”, che aveva speso per realizzarla 20mila euro provenienti da donazioni private. Si tratta di una culla riscaldata che, se si trova ad accogliere un neonato, fa scattare subito un allarme al pronto soccorso pediatrico, assicurando così al bambino cure celeri e immediata presa in carico da parte dell’ospedale. Nella zona è l’unica “culla della vita”, che copre un bacino di 50mila abitanti. Da sette anni la struttura che la ospita, però, è chiusa perché irraggiungibile dal resto dell’ospedale a causa dei lavori del nuovo pronto soccorso. Qualche mese fa il presidente dell’associazione Corti-Rossi ha incontrato i responsabili dell’ospedale per chiedere un pronto intervento ma a oggi la “culla della vita” rimane inutilizzabile. Presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale per conoscere quando tornerà in funzione e per chiedere se è possibile affrettare le tempistiche, data l’importanza di uno strumento che può salvare dei neonati. Nel 2012 a Milano un bambino venne salvato proprio perché sua madre ebbe la possibilità di lasciarlo nella “culla”, invece di abbandonarlo altrove: è uno strumento indispensabile”. È quanto ha dichiarato Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia.