Lettere al giornale

Gentile direttore,

Si è svolta ieri in uno splendido scenario ovvero presso il Grand Hote Barone di Sassj, a Sesto San Giovanni, un incontro pubblico de Il partito della Famiglia, prsente il segretario nazionale Avv. Gianfranco Amato. Il  tema verteva sulle "colonizzazioni ideologiche" tra cui la questione gender, ma soprattutto sulle ragioni che rendono necessario un partito politico a promozione della famiglia. Naturalmente è stato necessario circondare il Grand Hotel dalle forze di polizia, dai carabinieri ad agenti in borghese (sic): sarà stato perché a Sesto dopo una vita di amministrazioni di sinistra, si è avuto un sindaco di centrodestra, prima volta nella storia; sarà stato perché il nuovo sindaco Di Stefano non ha perso tempo- in questi sei mesi dal suo insediamento - ad assumere provvedimenti in favore della famiglia "tradizionale", abrogandone altri sul gender; sta di fatto che l'assembramento cui si è assistito dimostra ancora una volta lo scadimento della vita politica che non riguarda soltanto i parlamentari romani ma anche le periferie dei comuni. Ciò che è triste non è tanto che su un tema così pacifico e strategico per il nostro paese come quello della famiglia (il calo demografico è una seria minaccia allo sviluppo e futuro del nostro paese) si scatenino contrapposizioni, quanto il fatto che si sia proprio perso il senso e lo scopo del far politica che è il bene comune. Fare politica non significa chiedere consenso su dei valori che si traducono in programmi concreti quanto comporre ragioni e interessi di parte per il bene della civitas, di tutti e di ciascuno. Insommma l'arte di un compromesso virtuoso e non al ribasso.
Pippo Emmolo