DAL "METOO AL WETOOGETHER"

L’8 marzo sciopero al femminile

Anche la città meneghina scende in piazza l’8 marzo, giornata internazionale delle donne e si unisce alla protesta globale femminista con il movimento “Non una di meno”. Due i cortei milanesi previsti. Alle 09.30 il concentramento è in Largo Cairoli; alle 18.00 in piazza Duca d’Aosta per una manifestazione serale in contemporanea con tante altre città italiane. La mobilitazione vuole esprimere il rifiuto della violenza maschile e di genere in tutte le sue forme e per passare dalla denuncia individuale del metoo alla forza collettiva del wetoogether astenendosi dal lavoro produttivo e riproduttivo, formale e informale, retribuito o gratuito. Lo sciopero è contro la violenza economica, la precarietà, lo sfruttamento, le molestie e le discriminazioni sul luogo di lavoro, alcuni dei 9 punti del Piano femminista contro la violenza maschile e di genere, frutto di un anno di lavoro della rete; si rivendica un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile.

Al centro dell’analisi vi è il nesso tra la ristrutturazione capitalista neoliberale in atto e la violenza di genere che si manifesta con nuovi dispositivi di segmentazione e frammentazione del lavoro e con le dismissioni del welfare in nome del risanamento del debito. E così i dati Istat del 2016 raccontano che in Italia dei 4 milioni e 742 mila persone sotto la soglia di povertà, quasi l’8 % della popolazione, la maggioranza siano donne. L’85 % delle famiglie monoparentali in condizione di povertà assoluta ha come punto di riferimento una donna e più di una donna straniera su quattro è in condizione di povertà assoluta (26,6%). Inoltre i dati fotografano una situazione di disparità nella distribuzione del lavoro domestico e di cura in famiglia, con carichi maggiori per le donne e minore accesso delle donne al reddito e lavoro retribuito. Accanto al 9% delle donne italiane che subisce nei luoghi di lavoro molestie fisiche o ricatti sessuali, per entrare nel mondo del lavoro, per progressioni di carriera, per mantenere il lavoro. In nome di tutto ciò, al grido di Wetoogether si scenderà in piazza oltre ogni frontiera, lingua, identità e scala sociale per costruire nuove geografie.

GIUSI DE ROMA