IL TEATRO APOLLO, UN CAFFÈ - VARIETÀ “CASTO” ANCHE PER LE FAMIGLIE

Il Teatro Apollo si ispirava al “Cafè des musicos” parigino (il primo “cafè-chantant” della storia, 1770). Si trovava in piazza Duomo nel sotterraneo di un palazzo dei portici settentrionali della Galleria del Corso sopra il quale c’era il cinema Centrale, come recita testualmente il volume “I Teatri di Milano” di Manzella e Pozzi a cui facciamo riferimento per la nostra ricerca sui teatri perduti.

Il Teatro Apollo si ispirava al “Cafè des musicos” parigino (il primo “cafè-chantant” della storia, 1770). Si trovava in piazza Duomo nel sotterraneo di un palazzo dei portici settentrionali della Galleria del Corso sopra il quale c’era il cinema Centrale, come recita testualmente il volume “I Teatri di Milano” di Manzella e Pozzi a cui facciamo riferimento per la nostra ricerca sui teatri perduti. Era stato progettato dall’architetto Giovanni Giachi che precedentemente, nel 1906, si era occupato della restaurazione del Teatro Filodrammatici. Senza palcoscenico, ma con uno spazio al centro libero per l’esibizione degli artisti, aveva una capienza di 200 posti. Il fondatore Antonio Bonetti e il direttore Tommaso Montelatici avevano deciso di fondare la programmazione del Teatro Apollo sul varietà. All’Apollo si sono esibiti nomi fra i più importanti di quel periodo storico. Fra questi c’erano: la giovane cantante Milly (Carla Mignone) che fece la sua prima comparsa all’Apollo nel 1923 insieme al fratello Toto, ballerino, e la sorella Mity con cui formava un terzetto e un giovane attore comico alle prime armi che si sarebbe affermato in seguito nelle riviste e nel cinema, Aldo Fabrizi. Nel clima di spensieratezza dei “tabarins”, il Teatro Apollo si distingueva per una programmazione artistica “sopra” il senso del pudore che potesse coinvolgere nel divertimento anche le famiglie. Questa scelta trovò conferma anche in un episodio inaspettato: Umberto Notari aveva da poco pubblicato il romanzo “Quelle signore” che fu fonte di successo ma soprattutto oggetto di scandalo per quegli anni tanto che l’attrice Emma Gramatica si rifiutò di recitare il copione di una commedia dello stesso Notari. La data di chiusura del Teatro Apollo è incerta. Si sa che il teatro, diversamente da molti altri caffè -varietà che chiusero negli anni della Prima guerra mondiale, resistette fino agli anni Trenta quando fu sostituito da attività commerciali. 
Andrea Pietrantoni