A Palazzo Reale "La grande madre"

La Grande Madre, a cura di Massimiliano Gioni, promossa da Comune di Milano, ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale per ExpoinCittà 2015, realizzata con il sostegno di BNL Gruppo BNP Paribas, è aperta al pubblico dal 26 agosto al 15 novembre 2015 nelle sale al piano nobile di Palazzo Reale.

Il progetto è nato da una collaborazione tra istituzioni pubbliche e private con l’obiettivo di portare l’arte contemporanea nel più importante e centrale spazio espositivo di Milano, Palazzo Reale. Attraverso oltre 400 opere, La Grande Madre analizza la rappresentazione della maternità nell'arte del Novecento, dalle avanguardie sino ai nostri 
giorni. Una mostra sul potere della donna: non solo sul potere generativo e creativo della madre, ma soprattutto sul potere negato alle donne e sul potere conquistato dalle donne nel corso del Novecento. L'esposizione ricostruisce una narrazione trasversale del ventesimo secolo, esplorando i miti e i cliché del femminile, e dando vita a una complessa 
riflessione sulla figura della donna come soggetto. Si apre con una presentazione dell’archivio di Olga Fröbe-Kapteyn, che dagli anni Trenta ha raccolto per tutta la vita migliaia di immagini di idoli femminili, madri, matrone, veneri e divinità preistoriche. Qualche decennio prima gli scritti di Sigmund Freud e le sue osservazioni sul complesso di Edipo avevano trasformato i rapporti familiari e le relazioni tra madri e figli in un dramma di desideri sessuali e tensioni represse che avrebbero segnato l’intero Novecento. Queste atmosfere ritornano trasfigurate nei disegni di Alfred Kubin ed Edvard Munch. Un’importante sezione della mostra è incentrata sulla partecipazione delle donne alle avanguardie storiche e, in particolare, ai movimenti futurista, dadaista e surrealista. Tutte le opere presenti sono intrecciate a una selezione di scene madri del cinema muto e a documenti sulla politica delle nascite nel fascismo, a loro volta affiancati a immagini di madri addolorate e orgogliose eroine del cinema neo-realista. La seconda parte della mostra ha come epicentro ideale una selezione di opere di Louise Bourgeois, che assimila l’influenza del Surrealismo e la trasforma mescolandola con riferimenti a culture arcaiche per creare una mitologia individuale di straordinaria forza simbolica. Più o meno negli stessi anni artiste assai diverse tra loro come Carla Accardi, Joan Jonas, Mary Kelly, Yoko Ono, Martha Rosler e altre descrivono lo spazio domestico come un luogo di tensioni e soprusi, rimettendo in discussione la divisione del lavoro e dei ruoli sessuali negli ambienti della casa e della famiglia. Gerarchie e rapporti di potere sono messi in crisi anche nelle opere di Sherrie Levine, Lee Lozano e Elaine Sturtevant che. Negli anni Novanta emergono varie artiste la cui opera è segnata da un’aggressiva semplicità, come: Rineke Dijkstra, Sarah Lucas, Catherine Opie, Marlene Dumas e Nicole Eisenman. Pipilotti Rist mescola pittura barocca e videoclip in un’opera inedita che trasforma il soffitto di una sala di Palazzo Reale in un affresco elettronico, mentre Rachel Harrison documenta le apparizioni della Madonna in un sobborgo 
della provincia americana. Dalle opere di Nathalie Djurberg, Robert Gober, Keith Edmier, Kiki Smith, Gillian Wearing e altri emerge una sensibilità post-umana in cui tecnologia e biologia aprono prospettive inedite attraverso le quali superare le vecchie distinzioni di genere. Uno straordinario ciclo fotografico di Lennart Nilsson rappresenta la 
maternità in maniera iperrealista, trasformandola in uno spettacolo al limite della fantascienza. Completa il percorso espositivo, in anteprima italiana, la performance Teaching to walk di Roman Ondák dedicata a un istante imprevedibile: i primi passi di un bambino. Sino al 15 novembre, ogni giorno una mamma e suo figlio saranno invitati a imparare a camminare nelle sale della mostra. Per prendere parte alla performance; la Fondazione Nicola Trussardi ha aperto un casting.
Per informazioni e prenotazioni: 
Tel. 028068821 
Mail: press@fondazionenicolatrussardi.com