La notte dei Falò di Sant’Antonio

“Lilì, lilò, damm j legn de fà el falò”.

E quella che si appresta a vivere Milano, dalla periferia Ovest a quella Est, sarà una sorta di fine settimana dei Falò di Sant’Antonio – nella ricorrenza liturgica di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), patrono di macellai e salumieri, contadini ed allevatori e protettore degli animali domestici – che rischiareranno le notti nella campagna milanese. Sì, perché Milano, capitale industriale prima e del terziario avanzato poi, ha una presenza agricola di tutto rispetto, con circa il 17% del suolo coltivato, potendosi così fregiare del titolo di 2° Comune agricolo d’Italia … anche se i milanesi non ne sono ancora molto consapevoli, malgrado sei mesi di Expo “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”. Ma, tant’é.
Così, proprio per far conoscere la realtà agricola milanese, ormai da qualche lustro ha ripreso sempre maggiore consistenza la tradizione dei falò, grazie all’iniziativa sia di aziende agricole che di associazioni culturali. Una presenza agricola che deve sempre più entrare nella consapevolezza dei milanesi e che è anche l’obiettivo del “Progetto AgriCultura”, sostenuto da Consulta Periferie Milano e Consorzio DAM-Distretto Agricolo Milanese unitamente a Amici Cascina Linterno, Centro studi ConMilanoOvest e Fondazione Milano Policroma.
Ma ritorniamo ai falò. Ogni anno che passa, aumenta sempre più il numero di partecipanti, grandi e piccini, che assistono ad uno spettacolo unico, con lingue di fuoco che raggiungono anche alcune decine di metri di altezza, ed esprimono un gesto di vicinanza a chi lavora la terra anche nella nostra città.
L’ardere dei fuochi avrà luogo dal Parco Lambro al Parco del Ticinello, da Quinto Romano a Muggiano, da Boscoincittà al Parco delle Cave (Calendario/orari su www.periferiemilano.com).
In buona parte dei casi, i falò saranno preceduti dalla benedizione degli animali ed avranno anche degli accompagnamenti musicali. Ovunque, non mancheranno punti di ristoro con vin brulé, the caldo, cioccolata, latte e dolci. Sarà un’occasione per immergersi nella natura ben presente nelle periferie della nostra città, recuperando anche identità e valori che non sono cose del passato, ma che ci potranno accompagnare allargando il nostro sguardo verso il futuro.
“Lilì, lilò, damm j legn de fà el falò”.
“Nonno” Peppino Zipparri
Progetto AgriCultura-CPM