Van Gogh e la terra a Palazzo Reale

En plein di mostre importanti a Palazzo Reale: accanto a Chagall e Segantini ecco ora Van Gogh (in mostra fino all'8 ottobre), a ben rappresentare la proposta culturale di “Milano cuore d'Europa” e anche il tema dell'Expo, “nutrire il pianeta”.

Il grande pregio dell'esposizione Van Gogh – l'uomo e la terra è proprio di mettere al centro un lato fondamentale del grande pittore olandese: il legame costante e indissolubile con la terra e chi ci vive e lavora. Il percorso, articolato in sei sezioni, esplora l'immenso amore di Van Gogh per il rapporto tra uomo e natura, dai primi disegni, in cui sviluppa la tecnica, alla più tardiva esplosione dei colori nei paesaggi, dai ritratti alle nature morte, nel troppo breve arco dei suoi anni da pittore.

L'artista cerca il senso della vita nel mondo contadino, nel lavoro duro ma pieno di dignità degli umili, i suoi eroi. Ed è lui a raccontarlo, accompagnandoci per tutta la mostra con le parole delle sue lettere, alle quali è dedicata un'intera sezione. Scopriamo così l'onestà e integrità di Van Gogh, per cui la pittura è applicazione, ricerca, fatica, come il lavoro dei contadini nei campi: “Voglio restituire l'idea di come questa gente (…) avesse zappato la terra con quelle stesse mani poggiate nel piatto” (parlando di I mangiatori di patate).

Buona parte delle circa 50 opere esposte proviene dal museo Kröller-Müller di Otterlo, Olanda, il più grande museo privato al mondo e secondo per quantità di opere di VanGogh.
Unica pecca della mostra l'illuminazione dal basso delle pitture, che falsa il gioco dei colori e attutisce l'incanto magico di questi capolavori.

Grazia De Benedetti