Graditi ritorni e interessanti novità

Due graditi ritorni all’Elfo Puccini. Dal 3 al 22 novembre Salomé di Oscar Wilde, nella personale versione di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.

Interpretati solo da uomini (Bruni, Curcurù, Bernardi), i personaggi, tra lustrini e gioielli, ritrovano la loro dimensione tragica, per ricordarci con tono ironico che l’amore è ossessione, ma anche l’unica grande libertà. Dal 13 al 22, Shakespeare a merenda, definito dal pubblico “un vero piacere per bimbi e adulti”: a Londra sta per iniziare il nuovo spettacolo di Shakespeare al famoso teatro Globe e la sartina tuttofare, preparando i costumi, sogna di recitare, cosa proibita alle donne all’epoca di Elisabetta I. Il “dietro le quinte”, la magia del teatro, attraverso lo sguardo ironico di Mary, Elena Russo Arman, qui anche autrice. Tutt’altro registro con Gorla fermata Gorla di Renato Sarti: uno dei bombardamenti più terribili del 1944 a Milano, rievocato teatralmente dalle voci di due piccole vittime e da una testimone, la brava Giulia Lazzarini, che all’epoca viveva in quei pressi. Piccolo spettacolo dalla grande anima, in scena dal 23 al 29.
Debutta il 24 Adulto, ispirato dai testi finali di Pasolini, Morante, Bellezza: una ricerca di Giuseppe Isgrò sul crescere e la sua energia sotterranea, devastante quanto rigeneratrice. Un percorso a ritroso dei personaggi, cui dà corpo e voce l’ottimo Dario Muratore. Ispirato a una storia vera, Per una stella, di Anna Maini narra l’incrocio di due destini, sullo sfondo della Grande guerra: una bimba austriaca che non sa nulla del conflitto e un soldato italiano che vuole la pace. Dal 1 al 6 dicembre. Nelle stesse date, per “Nuove storie”, I conigli non hanno le ali, di Paolo Civati, un testo che ha molto colpito gli “Elfi”: -Un’angoscia crescente che ricorda Polanski-  afferma Ferdinando Bruni.
Grazia De Benedetti