Teatro Carcano

La programmazione del teatro Carcano nel mese di novembre.

Qualcuno volò sul nido del cuculo 
(uno spettacolo di  Alessandro Gassmann) 

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano; racconta, attraverso gli occhi di Randle Mc Murphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – la vita dei pazienti di un ospedale psichiatrico statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. 
La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà – spiega Gassmann - sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. Un testo che è una lezione d’impegno civile ma anche una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e fa riflettere. 
Lo spettacolo andrà in scena dal 4 al 15 novembre.

Caravaggio

Attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di “Caravaggio”, Vittorio Sgarbi condurrà gli spettatori in uno spettacolo teatrale arricchito dalle musiche dal vivo di Valentino Corvino e dalle immagini delle opere più rappresentative di Michelangelo Merisi curate dal visual artist Tommaso Arosio. Caravaggio – spiega Sgarbi - è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio. Lo spettacolo andrà in scena dal 18 al 22 novembre.

Ronald Reagan: colpevole o innocente?

Lunedì 23 novembre alle ore 20,30 il palcoscenico del Teatro Carcano si trasformerà in aula di tribunale per il  dibattimento processuale che avrà come protagonista lo statista americano Ronald Reagan, ...perché - come commenta l’autrice Elisa Greco - se è stato votato come il miglior presidente degli Stati Uniti d’America del secondo dopoguerra in un sondaggio del 2014 dell’Università del Connecticut, è pur vero che tra gli storici e nell’opinione pubblica esistono varie scuole di pensiero. E allora  diamo vita al dibattimento processuale. A celebrare il processo, a braccio e senza aver provato prima, sarà una Corte giudicante con Carlo Nordio, magistrato procuratore aggiunto a Venezia, quale Presidente della Corte; la difesa sarà sostenuta da Alessandro De Nicola, avvocato, deputy leader del Corporate Group di Orrick, presidente dell’Adam Smith Society; l’accusa, implacabile e determinata, sarà invece sostenuta dall’avvocato civilista Laura Cossar nel ruolo insolito per lei di Pubblico Ministero. Ronald Reagan sarà impersonato dal professor Antonio Martino, già Ministro degli Esteri e Ministro della Difesa, con  testimoni di eccezione quali i giornalisti Annalisa Chirico nelle vesti di Margaret Thatcher, Gianni Riotta nel ruolo del Segretario di Stato George Shultz e Paolo Messa nella sua qualità di direttore del Centro Studi Americani. Come sempre, al pubblico del teatro Carcano toccherà il ruolo di giuria popolare che emetterà il verdetto!

Il grande dittatore

Sono passati più di settant’anni da quando Charlie Chaplin scrisse e interpretò il suo primo film parlato Il grande dittatore, dedicato al tema della minaccia nazista. Con quel film, Chaplin ridiede coraggio al mondo che credeva ancora nella libertà. E lo fece grazie alla risata, che ora viene riproposta per la prima volta a teatro nello spettacolo diretto da Giuseppe Marini e Massimo Venturiello. Da quel lontano 1940, il mondo è cambiato. Noi siamo profondamente diversi e così anche l’assetto politico del mondo, eppure la nostra realtà presenta strane e inquietanti analogie con quel tempo. Una crisi economica che ricorda quella del 1929, il crollo delle banche, l’inflazione, la disoccupazione e la depressione. L’attualità del Grande dittatore è quella di tutte le opere d’arte in cui si mette a nudo l’essenza umana. Nel film, come ora nella sua riduzione teatrale in forma di commedia musicale, il protagonista si fa letteralmente in due. Da una parte c’è il piccolo ebreo che fa il barbiere nel ghetto in cui il nazismo lo ha rinchiuso e dall’altra c’è il feroce dittatore al quale egli assomiglia tanto da finire con l’assumerne il ruolo, rovesciandone nel messaggio radiofonico finale la violenza in pacifismo. Lo spettacolo andrà in scena dal 25 novembre al 6 dicembre. 
Si.Re