BLITZ DEL FGC AL LICEO PARINI

VOLETE SOLO BORGHESI, NOI FIGLI DI OPERAI»

«Volete scuole per borghesi e parolai, noi fieri figli di operai». È la protesta del Fronte della gioventù comunista (Fgc) davanti al Liceo Parini di Milano, in risposta agli annunci classisti nei rapporti di autovalutazione delle scuole superiori, al centro di una forte polemica nazionale negli ultimi giorni.

«Le frasi classiste dei presidi sono lo specchio di una scuola per pochi, contro cui lottiamo da anni - ha dichiarato al megafono Alessandro Fiorucci, responsabile scuola della Fgc. - L’istruzione nel nostro paese è sempre più di classe, il divario tra le scuole di serie A e di serie B è ormai una realtà sotto gli occhi di tutti. Mentre gli istituti di periferia e delle zone popolari cadono a pezzi ci sono poche scuole per i figli dei ricchi che si fanno pubblicità rivendicando l’assenza di immigrati e disabili. Siamo al capolinea della scuola-azienda, in cui a contare non è l’educazione e la crescita collettiva ma i soldi nelle tasche delle famiglie. In questo sistema se puoi permetterti di studiare vai avanti, altrimenti resti indietro. Siamo fieri di essere figli di lavoratori, e vogliamo conquistare un’istruzione basata sui nostri bisogni e non sui capricci di qualche figlio di papà». La contestazione della gioventù comunista non risparmia il ministro Valeria Fedeli, che nei giorni scorsi aveva preso le distanze dalle frasi classiste dei presidi. «I commenti che arrivano dal Ministero dell’Istruzione sono pura ipocrisia. È inutile che fingano indignazione di fronte alla realtà che loro stessi hanno creato, smantellando il diritto allo studio e piegando la scuola al profitto delle imprese».

Ufficio stampa - Partito comunista