Centro profughi di via Sammartini

Chiudere subito e bloccare gli arrivi

La verità è che era scontato e prevedibile che tra il 90% di clandestini e il 10% di profughi che arrivano a Milano ci siano delle persone delle quali la nostra popolazione potrebbe proprio fare a meno. È stata solo fortuna se questo aguzzino non ha compiuto a qualche cittadino italiano le torture che hanno dovuto subire i suoi connazionali in Libia, nella speranza di trovare l’Eden nel nostro Stato, cosa mai più lontana dalla realtà.
I cittadini milanesi, in particolare quelli di Greco, vivono ogni giorno in mezzo al degrado e alla paura. Diverse sono le segnalazioni di giovani donne inseguite per la strada dai migranti e ho potuto vedere con i miei occhi le aiuole utilizzate come latrine a cielo aperto e i dormitori di fortuna realizzati sui marciapiedi e nelle aree verdi nei pressi dell’hub.
Il centro di via Sammartini deve essere chiuso nell’immediato e devono essere bloccati gli arrivi di nuovi migranti a Milano. Non possiamo più permetterci di mantenere economicamente e lasciare a piede libero individui che non sono neanche stati identificati, come continua ad avvenire oggi. Il trattamento da profugo non può più essere concesso in caso di dubbio, attendendo che vengano riconosciuti i clandestini e i criminali.
Dopo l’identificazione di Osmad Matammud, - conclude Piscina - il Comune deve rendersi conto che questo e gli altri centri di Milano sono un pericolo e una fonte di degrado per i milanesi. Fortunatamente a giugno dovrebbe scadere l’accordo tra il Comune e Grandi Stazioni per l’utilizzo dello spazio di via Sammartini. Il Municipio 2 chiede a Grandi Stazioni che l’accordo non venga più rinnovato e che lo stabile non venga più utilizzato come centro per i migranti, nella speranza che almeno loro non abbiano le bende sugli occhi.
Samuele Piscina
Presidente del Municipio 2 di Milano