Alberto Pellegatta illustra la collana "Poesia di ricerca" delle Edizioni Edb

Alberto Pellegatta è nato nel 1978. Vive a Milano.

Alberto Pellegatta è nato nel 1978. Vive a Milano.

Sembra insomma esserci spazio e ascolto per la poesia. Ma non mi va di parlare di poesia e editoria, è uno dei discorsi più noiosi che si possa fare. Mi premeva più che altro sottolineare che forse non è del tutto vero quello che ci raccontiamo attorno alla poesia da troppo tempo. Forse bisogna semplicemente agire, come avviene nelle scelte di questa collana. Allora andiamo più a fondo dentro il contenitore che accoglie anche il nuovo libro di Underwood e che si chiama "Poesia di ricerca" (è pubblicata dalle Edizioni Edb). Ne parliamo con Alberto Pellegatta, suo principale animatore.

Il cervo applaudito, di L.M. Panero

Il cervo applaudito, di L.M. Panero

L'aggancio per iniziare arriva dal recente libro di Leopoldo María Panero (Madrid, 1948) intitolato Il cervo applaudito e tradotto da Ianus Pravo. Ci racconti che libro è? E chi è Leopoldo María Panero?
Leopoldo María Panero è autore dell’opera più radicale della poesia spagnola contemporanea, un autore immaginifico con una biografia travagliata e un linguaggio lacerato. Vive nel manicomio psichiatrico di Las Palmas e, non scrivendo più di suo pugno, ha dettato questo libro al nostro traduttore. Il cervo applaudito è un libro inedito anche in Spagna, probabilmente il più bello pubblicato negli ultimi anni dall’autore di Peter Pan non è che un nome. Lo abbiamo presentato a Barcellona davanti a un pubblico numeroso, e presto sarà presentato anche all’Università di Palermo, dove è già entrato in una tesi di laurea.

Allarghiamo lo sguardo alla collana che curi per le Edizioni Edb. Quali titoli sono usciti sinora? Ce li descrivi brevemente?
Siamo ormai al quinto titolo, è stato un lavoro complesso di campionatura, allargato a diversi paesi. Ha coinvolto molti studiosi, anche se ho dovuto poi trovare una sintesi. La collana è nata con l’idea di proporre giovani autori in volumi doppi, in un’ottica di confronto e di ricerca sul linguaggio. Queste uscite sono cadenzate da volumi singoli di maestri viventi della poesia universale, com’è appunto il caso di Panero. Citerò due esempi su tutti: Il sentimento dei vitelli di Francesco Maria Tipaldi e Luca Minola, e Wilderbeast di Jack Underwood e Francesca Moccia, neonato della collana. Nel primo caso i due giovanissimi poeti, diversissimi tra loro, l’uno napoletano e l’altro bergamasco, sono riusciti a creare un testo compatto e insieme variegato, ironico e materico, limpido e antiretorico. Un testo che è già alla seconda ristampa e che ha vinto il Premio Sea/Maconi. Nel secondo libro un giovane autore londinese, già uscito in patria per la mitica Faber&Faber, imposta un dialogo “infernale” con la poetessa beneventina Francesca Moccia, nota ai lettori per la potenza delle sue immagini e l’equilibrio della forma.
Potrei anche citare il libro di Silvia Caratti, della quale non usciva niente dal 2005, e che insieme a Mary Barbara Tolusso ha pubblicato nella nostra collana Mea infera caro, un volume che è già in esaurimento.

Mea infera caro, di Caratti-Tolusso

Mea infera caro, di Caratti-Tolusso

Quale idea di poesia vorresti trasparisse nitidamente da questa collana? Si parla di poesia di ricerca...
Non ho mai pensato che potesse esistere un’ideologia poetica. La nostra non è un’operazione editoriale o di parrocchia, bensì una ricerca culturale. Chiunque potrà verificare che non esiste uno stile privilegiato. Non è importante l’appartenenza a una linea o una scuola, ciò che importa è la qualità: ci guida una sorta di giustizia estetica.

Pur avendo dovuto dar forfait all'appuntamento di Pordenone per una febbre improvvisa, sei reduce anche tu dell'esperimento "poetry trailer" presentato a Pordenonelegge. Ci racconti cosa avete fatto e che idea ti sei fatto di questo contatto tra poesia e video?
I ragazzi della Scuola di Cinema di Milano hanno scelto una mia poesia e hanno lavorato con passione e curiosità sul testo, lo hanno interpretato senza sovrapporsi, con grande rispetto e sensibilità. Il risultato è davvero interessante. Sarebbe bello se la televisione emettesse questi e altri lavori simili, per far conoscere chi eroicamente si dedica al mantenimento del linguaggio e alla poesia. Devo ringraziare in particolar modo il giovane regista, Leonardo Fallucca, che ha firmato il video della mia poesia.

Michael Donaghy, Collected Poems

Michael Donaghy, Collected Poems

Quale poeta vorresti pubblicare subito perché introvabile in italiano?
Sono molti i poeti stranieri che non sono ancora stati tradotti, penso a quelli in lingua spagnola (iberici o sudamericani) ma anche agli anglofoni. Ci sono anche autori ormai classici che si fa fatica a trovare. .

Essendo responsabile di un almanacco di poesia, erede del glorioso Almanacco dello Specchio (rifondato e velocemente archiviato da Mondadori), traghettato dal suo direttore Maurizio Cucchi presso un piccolo editore specializzato in poesia come Lietocollelibri (il primo numero uscirà a novembre) ho potuto inserire uno degli autori angloamericani che ha avuto maggiore influenza sulle giovani generazioni di poeti in lingua inglese, da noi completamente sconosciuto: Micheal Donaghy. Ma avremo anche un’anticipazione di uno splendido libro di Antonio Gamoneda che uscirà per Poesia di Ricerca/Edb, un libro inedito in Italia.





Carla Saracino

Carla Saracino

E ora gettiamo uno sguardo in avanti: cosa ci attende? Mi dicevi che la programmazione di qui a un paio di anni è pressoché stabilita e i lettori del blog sono curiosi...
Facciamo solo tre libri l’anno, per questo è facile arrivare con la programmazione al 2015. In uscita c’è il volume di una giovane e notevole rappresentante della poesia meridionale, Carla Saracino, affiancata da un raffinatissimo Stelvio Di Spigno. In primavera uscirà invece una plaquette inedita di Maurizio Cucchi, illustrata da un grande scultore milanese come Alberto Ghinzani.  Seguiranno altri volumi doppi molto interessanti, di giovani autori italiani e stranieri. Invitiamo i lettori del blog a seguire il nostro lavoro perché non li deluderemo.

di Alberto Cellotto