Poesia di ricerca

Andrea Ponso

Andrea Ponso è nato, nel 1975, a Noventa Vicentina, in Veneto. Le sue poesie sono apparse nelle antologie Poeti di vent’anni (Stampa, Varese 2000) e Nuovissima poesia italiana (Mondadori 2004). Ha pubblicato le raccolte La casa (Stampa, Varese 2003) e I ferri del mestiere (Mondadori 2011). Ha lavorato come ricercatore e insegnante. Ha tradotto dal francese e studiato teologia.
La prima poesia che proponiamo rappresenta bene tono, registro e temperatura della lirica di Andrea Ponso, con il dolore per la condizione umana che fa da basso continuo, ma con un’apertura finale che da speranza. Nei versi di Ponso si ritrovano elementi della realtà quotidiana dei «mestieri» («Ho preso / sulle spalle le incombenze, i silenzi, / la voglia di dormire, il mutuo. Ora / lavoro ogni giorno, vengo da solo / a mettere una mano sopra i sassi / mentre mancano le parole giuste») come anche tensioni spirituali tormentate: «Sento i nervi e i denti tirarsi piano / nella loro posizione, rientrare / negli alvei come un ordine, / una correzione». Il secondo testo è invece inedito e offre un’anticipazione dell’ultimo lavoro del poeta.

Torneremo sui cumuli muti
a farci calce. Qui, sotto all’edera,
ci sono le pietre bianche
prelevate dal muro per aprire
una porta alla casa nuova dove
sei morto: c’è tanta luce,
e un’aria fresca, immobile. Ho preso
sulle spalle le incombenze, i silenzi,
la voglia di dormire, il mutuo. Ora
lavoro ogni giorno, vengo da solo
a mettere una mano sopra i sassi
mentre mancano le parole giuste.
Sento i nervi e i denti tirarsi piano
nella loro posizione, rientrare
negli alvei come un ordine, 
una correzione.